BOZZE NON CORRETTE

Stenografico Aula in corso di seduta

Seduta n. 709 del 5/4/2000

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(Interventi per la sicurezza e per l'ampliamento dell'organico delle forze dell'ordine)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Mantovano n. 3-05472 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
L'onorevole Mantovano ha facoltà di illustrarla.

ALFREDO MANTOVANO. Signor ministro dell'interno, è comodo dire che il Governo è forte ed efficace perché ha catturato uno dei presunti assassini del brigadiere Stanisci. È comodo, ma assolutamente fuori luogo.
La repressione dei reati compete istituzionalmente alla magistratura e mi sembra strano doverlo ricordare in quest'aula. Compito del Governo, e in particolare del suo Ministero, è la prevenzione dei reati. Non spetta a lei


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rispondere colpo su colpo, per usare una sua espressione, ma spetta a lei impedire che il colpo sia sparato, naturalmente da parte dei criminali.
Allora, signor ministro, noi non vogliamo né annunci né promesse. È più dignitoso che lei adesso resti in silenzio se vuole fare gli uni o le altre. Vorremmo invece conoscere le cifre di un piano d'interventi straordinari per la sicurezza e, poiché sul pacchetto sicurezza voi della maggioranza non avete fatto nulla per un anno, vorremmo l'impegno a sostenere (anche con un decreto-legge, come fu fatto nel 1992) immediate modifiche legislative alla legge Gozzini e alla legge sull'immigrazione.

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno ha facoltà di replicare.

ENZO BIANCO, Ministro dell'interno. Onorevole Mantovano, lei ha una strana concezione del rapporto tra maggioranza ed opposizione secondo la quale lei pretende che i rappresentanti del Governo siano tutti dei «san Sebastiano», pronti a beccarsi le frecce comunque sia e per qualunque ragione.
Se il Governo non fosse in grado con le forze dell'ordine di poter dare un forte incoraggiamento alle forze dell'ordine perché proseguano anche la loro attività investigativa, lei è pronto a metterci in croce perché non riusciamo ad assicurare alla giustizia i responsabili, ma se lo facciamo siamo comunque meritevoli di critiche perché naturalmente, chissà per quale ragione, invadiamo il campo di altri.
È chiaro ed evidente che la forte azione di sostegno che noi abbiamo assicurato sin dal primo momento alle forze dell'ordine, naturalmente in piena collaborazione con la magistratura, ha fatto sì che negli ultimi anni, e negli ultimi mesi in particolare, siano stati fortemente ed immediatamente assicurati alla giustizia i responsabili di tutti i principali fatti che hanno colpito segnatamente l'opinione pubblica.
Voglio raccontare e ricordare, per esempio, quello che è avvenuto in Puglia dove gli assassini dei due finanzieri sono stati tutti individuati e catturati grazie ad una azione meritoria della magistratura e delle forze dell'ordine,...

VALENTINO MANZONI. Ma potevano non essere uccisi!


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ENZO BIANCO, Ministro dell'interno. ... grazie al presidio istituito nel territorio, e grazie all'azione che sta continuando (certamente di tipo preventivo). Se non ricordo male l'onorevole Mantovano viene dalla Puglia e conosce perfettamente i risultati che si sono ottenuti in questo momento in quella regione grazie ad una brillante ed efficace operazione di polizia (l'operazione Primavera) che ha visto anche la flessione radicale del numero dei delitti grazie ad una operazione di grande rilievo ed importanza. Per quanto riguarda l'argomento relativo, accennato nella parte scritta della sua interrogazione, voglio ricordarle che non vi è alcun settore dell'amministrazione dello Stato in cui l'effettivo numero dei dipendenti sia così vicino all'organico come nelle forze dell'ordine. Per la sola Polizia di Stato, per esempio, il disavanzo è di 900 uomini, sugli oltre 105 mila uomini in servizio, quindi meno dello 0,9 per cento, che sarà colmato al più presto.
Su una cosa lei ha ragione, onorevole Mantovano: sull'esigenza, che noi avvertiamo, di arrivare ad una rapida approvazione da parte del Parlamento del cosiddetto pacchetto sicurezza, nel quale devono essere contenute anche norme che riguardino aspetti di procedura penale e di diritto penale, che noi abbiamo chiesto e che secondo noi hanno grande rilievo ed importanza. Per questo, facciamo appello anche alle forze di minoranza, a cui credo stia ugualmente a cuore il destino della sicurezza del paese, per consentire un'approvazione più rapida possibile del pacchetto sicurezza. Tuttavia, mi sembra di ricordare, onorevole Mantovano, che tanto nella maggioranza quanto nell'opposizione vi sono posizioni diverse, ed anche molto diverse, sull'argomento: all'interno dello stesso Polo, mi è parso di avere individuato emendamenti che vanno in un senso e nell'altro.
Appare d'altronde molto difficile per il Governo intervenire in una materia così delicata, in base ad una sentenza della Corte costituzionale del 1996, ma anche ad un principio ancor più generale, per il quale le materie che riguardano le libertà civili e gli aspetti penali non possono formare oggetto di un intervento con decreto-legge. Il ricorso a questo strumento rappresenterebbe una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento e la stessa opposizione ha più volte


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affermato che il Governo deve limitare i suoi interventi sul piano della decretazione d'urgenza: in una materia così delicata, quindi, non è possibile intervenire con decreto-legge.

PRESIDENTE. L'onorevole Mantovano ha facoltà di replicare.

ALFREDO MANTOVANO. Signor ministro, le vittime non sono nello studio più autorevole del Viminale, non esageriamo con i riferimenti a San Sebastiano! Vorrei dirle che la guerra contro la criminalità, come tutte le guerre, fa mettere nel conto vittime tra le forze di polizia, il che è dolorosamente nell'ordine delle cose; ma quello che sta accadendo in Italia negli ultimi mesi non è un insieme di tragiche fatalità! Un finanziere ucciso tre giorni fa a Frosinone, due finanzieri uccisi un mese fa a Brindisi, tre vigilanti privati uccisi qualche settimana prima a Lecce, il carabiniere che muore a Brescia durante un inseguimento: queste non sono circostanze occasionali, sono il frutto di vostre deliberate scelte politiche.
Avete speso qualche lira in più per la sicurezza? Nessuno se n'è accorto; una FIAT Punto mandata contro un blindato dei contrabbandieri è l'immagine emblematica dell'inadeguatezza con la quale pensate di affrontare la criminalità. Se trova un momento libero durante la campagna elettorale, che la sta impegnando tanto, soprattutto a Catania, vada a vedere i veicoli sequestrati ai contrabbandieri nel parcheggio di qualche questura: come può pensare di fermarli con un'utilitaria? Dove stanno le macchine blindate per le forze dell'ordine? Con i 500 milioni spesi per far rientrare la Baraldini, ne potevate comprare almeno cinque, che forse sarebbero servite a risparmiare qualche vita umana. Vi gloriate di aver fermato l'assassino del brigadiere Stanisci: è un albanese che lo scorso anno era stato già arrestato dai carabinieri per ricettazione, oltraggio e resistenza; eppure, grazie al vostro lassismo sull'immigrazione, era ancora in possesso del permesso di soggiorno ed ha potuto circolare liberamente senza essere espulso, fino ad uccidere il sottufficiale della Guardia di finanza.
Voi chiamate solidarietà la vostra cronica ed ideologica incapacità di disciplinare sul serio l'ingresso degli immigrati: questa non è solidarietà, questa è follia! Quanto all'operazione


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Primavera, siamo ancora in attesa di sapere quanto durerà e da dove sono stati presi gli uomini che oggi sono in Puglia, quindi quali zone sono state lasciate scoperte. Nel pacchetto sicurezza, non ci sono le voci cui lei ha accennato: limitate i benefici della legge Gozzini per i plurirecidivi, non importate criminali in cambio di aiuti agli Stati che ce li mandano, soprattutto completate i concorsi in magistratura! Gli ergastolani sono liberi non in virtù di leggi che nessuno vuole cambiare, quelle sulla custodia cautelare, ma perché negli ultimi tre anni non siete riusciti a completare un solo concorso in magistratura (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia)!

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