ALFREDO MANTOVANO. Signor Presidente, pochi
giorni fa a Milano in una sola notte sono state uccise tre extracomunitarie.
Nelle settimane precedenti altri immigrati clandestini sono morti a causa delle
condizioni nelle quali vengono trasportati nel nostro paese o delle condizioni
nelle quali vivono.
Signor Presidente del Consiglio - in questo momento, mi
rivolgo al suo fantasma! - sono convinto quanto lei che l'equazione: immigrato
uguale criminale è errata ed ingiusta.
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Ma il problema non è questo, non è ideologico. Quello che lei ha detto sul
punto è tanto ovvio quanto irritante; non è possibile che il passaggio del
discorso programmatico di un nuovo Governo su un tema cruciale come è quello
dell'immigrazione, debba risolversi soltanto in questo.
Il problema è
operativo, interpella direttamente il Governo - il suo Governo - e il Parlamento
ed è il seguente: posto che suo zio non è andato negli Stati Uniti a bordo di un
gommone guidato da uno scafista, come fare perché l'immigrazione sia sempre meno
clandestina, non diventi uno dei terreni privilegiati di reclutamento criminale
e percorra la strada dell'integrazione piuttosto che quella dell'emarginazione?
Che cosa prevedete in concreto per rendere possibile l'inserimento degli
immigrati nelle realtà produttive, che di questi hanno bisogno soprattutto nel
nord est, sotto il profilo dell'avviamento e della formazione al lavoro? Prima
ancora: come pensate di disciplinare a monte i flussi migratori se gli Stati dai
quali ci divide qualche decina di miglia marine, in primis l'Albania, non
offrono alcuna collaborazione, anzi le loro strutture sono spesso complici dei
trafficanti dei uomini? Perché non condizionate una buona volta gli aiuti al
rispetto di un minimo di legalità? Da anni esportiamo viveri e denaro ricevendo
in cambio illegalità!
E non si glori delle 70 mila espulsioni disposte nel
1999, perché i dati che interessano realmente sono relativi non alle espulsioni
disposte bensì a quelle realizzate in concreto; anche l'albanese che ha
provocato la morte del brigadiere della Guardia di finanza Stanisci era stato
espulso nell'estate del 1999 e, quindi, ha concorso a formare la cifra di 70
mila espulsioni. Nonostante ciò circolava liberamente in Italia tanto che ha
consumato l'omicidio di un servitore dello Stato! D'altra parte che le cose non
siano andate bene è dimostrato dal fatto che avete mandato a casa il
sottosegretario all'interno, il quale aveva la delega sull'immigrazione.
Dal
suo discorso avrei gradito una risposta a questi interrogativi, per cui
dedicherò i pochi minuti del mio intervento a rivolgerle qualche domanda
sull'immigrazione e, più in generale, sulla sicurezza, consapevole che sarei un
illuso se attendessi delle risposte.
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Lei ha detto che la sicurezza non si affronta soltanto sul terreno della
legislazione: è vero, allora non mi soffermerò sul pacchetto sicurezza perché
dovrei rimanere in silenzio visto che non contiene nulla. Parlerò invece degli
interventi di stretta pertinenza del Governo, possibili a legislazione
invariata.
Lei ha annunciato più unità di polizia sul territorio e la
destinazione delle forze dell'ordine a compiti operativi e non di ufficio: è
musica per le nostre orecchie! Però si è dimenticato di integrare l'annuncio con
la parte relativa alle necessarie assunzioni di personale civile per svolgere le
mansioni che le unità di polizia cesserebbero di compiere. Non ci sono soltanto
le pratiche per i passaporti, esistono i rilasci per il porto d'armi o gli
aspetti amministrativi del fenomeno immigrazione, pensiamo alla regolarizzazione
in corso. Il precedente Governo aveva fatto una circolare provvisoria di
sanatoria perché ci sono ancora 80 mila domande da esaminare: anche su questi
aspetti si immagina un trapasso immediato di competenze ai comuni.
Di
esclusiva pertinenza del Governo è l'impegno di spesa; l'esecutivo che lei guida
dovrebbe convincersi che bisogna mettere mano al portafoglio non soltanto per
uniformare il trattamento economico delle forze dell'ordine italiane con quello
delle forze di polizia di altre nazioni europee, ma anche per dotarle di tutto
ciò che è necessario. La Fiat Punto con quattro finanzieri a bordo mandata a
fronteggiare un blindato con i rostri nelle vicinanze di Brindisi è emblematica
della condizione operativa delle forze dell'ordine. E non dovrebbero essere
necessari i morti per capire quanto sia forte la sproporzione!
Un maggiore
impegno di spesa è ineludibile per la giustizia. Sul punto mi rivolgo in modo
specifico a lei, signor Presidente del Consiglio, per due ragioni. La prima è
che credo che il nuovo ministro della giustizia non sia in grado di rispondere,
immerso com'è nella lettura di qualche Bignami di diritto sostanziale e di
diritto procedurale. D'altra parte è significativo che sia stato finora uno dei
pochi, se non l'unico ministro, a non aver ancora rilasciato interviste. Che
deve dire? Da dove deve iniziare? Qui di scandaloso non c'è tanto la nomina a
ministro, perché lei ha dovuto sottostare al bilancino dei
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ventitré partiti della sua coalizione ed è comprensibile da un certo punto di
vista, quanto che l'onorevole Fassino, persona che ha dimostrato competenza e
dedizione in altri settori, accetti senza battere ciglio, nella situazione
terribile in cui versa la giustizia italiana, un dicastero del quale fino a
martedì mattina non conosceva neanche l'ubicazione. Questa è la prima ragione
per la quale mi rivolgo direttamente a lei.
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La seconda ragione è che lei, come ministro del tesoro, per mesi ha
procrastinato l'immissione in servizio di migliaia di vincitori di concorso nei
ruoli amministrativi della giustizia perché al Consiglio dei Ministri non dava
l'autorizzazione alla spesa. Con questi precedenti specifici, reiterati,
continuati, quali garanzie dà - per usare le sue parole - che farà funzionare al
meglio la macchina organizzativa della giustizia?
Lei lo sa che le carceri
italiane scoppiano per il numero dei reclusi, pur essendo la popolazione
carceraria italiana in proporzione la più bassa al mondo?
Il suo Governo
continuerà nella politica folle dei predecessori di non fare investimenti per
l'edilizia penitenziaria o studierà il modo per allentare la pressione mettendo
fuori un po' di criminali, così sarà certa la garanzia per la sicurezza di
tutti?
Signor primo ministro, nella sua replica dica qualcosa sull'organico
della magistratura! Lei saprà che da tre anni, grazie ai Governi della sinistra,
non si conclude più un concorso che sia uno a seguito di una sconsiderata
riforma delle prove d'esame. C'è un vuoto di organico di 900 unità. Pensate di
proseguire con la politica degli annunci alla Diliberto o intendete riformare le
modalità del concorso?
Concludo, sulla sicurezza e sulla giustizia il suo
Governo è fonte esclusiva di preoccupazione. Lei non può in un discorso
programmatico limitarsi ad enunciazioni così astratte, ma se le sue
enunciazioni, pur tanto generiche, avessero fondamento di serietà, lei avrebbe
già annunciato i necessari incrementi di spesa, invece, non vi è nulla in questa
direzione.
Sono convinto che non vi sarà nulla non tanto e non solo per
ragioni di bilancio, ma per motivi più profondi di carattere strutturale. Dopo
il crollo delle ideologie alla sinistra è rimasto soltanto il sessantotto e
qualche brandello di Rousseau. Bene, sono proprio questi retaggi che oggi vi
bloccano e non a caso questo è l'autentico freno a mano sul fronte dell'ordine
pubblico.
Per voi l'uomo che commette un reato in fondo continua ad essere
sempre ed invariabilmente una vittima della società.
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La sinistra ha fatto approvare definitivamente al Senato l'abolizione
dell'ergastolo per chi chiede di essere giudicato con rito abbreviato in base
alla legge Carotti; intende far passare l'indulto per i terroristi; vuole
legalizzare lo spaccio di droga. Se a questo si aggiunge la maxisanatoria dei
clandestini, l'affievolimento dell'articolo 41-bis deciso due anni fa e,
da ultimo, la normativa sui congedi parentali per detenute e detenuti con figli
ai di sotto dei dieci anni in via di approvazione alla Camera, credo che la
vostra presenza al Governo rappresenti un'ottima garanzia, ma per i delinquenti
non per gli onesti. Non a caso l'ex ministro della giustizia Diliberto ha detto
congedandosi dal suo dicastero che ha un solo rimpianto, quello di non avere
concesso o concorso a concedere la grazia a Sofri.
Anche per questo
invitiamo lei e il suo Governo, sempre che la vostra vita di esecutivo duri più
di qualche ora, ad un atteggiamento non inutilmente blindato sulla sicurezza e
sulla giustizia non solo perché sulla sicurezza ci sentiamo tutti responsabili,
ma anche perché la blindatura non ha senso quando circonda il vuoto.
Nel
momento in cui riproponete, come risposta all'aggressione criminale, il
cosiddetto - lei lo ha definito «cosiddetto» - pacchetto sicurezza continuate a
proteggere una scatola senza contenuti, montate di guardia ad un bidone di
benzina che è vuoto.
Signor Presidente, abbia l'onestà di guardare dentro
quel bidone e proprio perché è un bidone non ceda alla tentazione di «rifilarlo»
agli italiani (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale -
Congratulazioni)!