La gestione del nostro patrimonio dal 2000 ad oggi.
Appena morta Maria Vittoria, ho disdetto immediatamente il contratto con l'agenzia turistica per
l'affitto della Villa di Arezzo dove, ora, mi trovo a vivere da sola con le figlie; era una cosa senza senso affittare
la Villa, molto meglio che qualcuno di famiglia ci possa vivere. Vincenzo, intanto, revoca
il mandato al fratello
Antonio ad amministrare i suoi beni e insieme a me e Ginevra revochiamo
il mandato ad Antonio ad amministrare
i beni già della Mamma ed ora nostri (dal 1985 Antonio -salvo la breve interruzione del suo soggiorno spagnolo-
ha amministrato i beni della
Mamma). Naturalmente, morta la Mamma, adesso non ha più senso che Antonio gestisca il patrimonio familiare
così come non ha più senso dover parlare con lui, così accettiamo il suggerimento
di una brava avvocato di Firenze che ci consiglia che sia lei a mantenere i rapporti
con Antonio. Tra l'altro parlare con Antonio è sempre stata una cosa noiosissima; per
ogni singolo affare che uno voleva fare con i beni di famiglia, lui voleva preventivi, ipotesi di fattibilità,
analisi dei rischi etc. Tutte cose veramente da menteccati; gli affari si fanno avendoci a disposizione dei
tecnici che ci sanno loro consigliare il nostro bene!
Anna Nardi Dei
Ad Arezzo nella primavera 2000 circolano voci che io addebiti le mie spese ai fratelli
(riscaldamento, servitù, acqua, telefono, etc.).
Antonio riesce ad avere dati contabili da cui lui ritiene di comprendere che
alcune bollette del telefono, del gas e alcuni stipendi della servitù,
sono pagati con denaro della comunione ereditaria. D'altra parte non si può certo lasciare una casa senza servitù, telefono, elettricità,
ed il fatto che io ci viva non significa niente, anzi, dovrei ricevere uno stipendio come guardiana come giustamente il mio avvocato mi
suggerisce sempre di chiedere. Comunque da quel momento interdiamo ad Antonio ogni
accesso alla contabilità di Arezzo; non si capisce infatti quale possa essere il suo interesse.
Appena morta la mamma il mandato ad amministrare le proprietà di Arezzo
fu affidato da noi tre
alla specchiata signora Elide Bruni di Arezzo, a garanzia sia Ginevra che di Vincenzo.
Anna Nardi Dei
Antonio tenta di ricevere ragguagli anche circa l’amministrazione del palazzo di Pistoia.
Nessun rendiconto gli viene mai inviato. Con una "azione a sorpresa” di pessimo gusto nell’ufficio dell’Amministratore
ottiene dei documenti da cui ritiene di evincere che avrei prelevato dal
conto corrente intestato all’amministratore dove vengono accreditate le entrate del palazzo
un importo rilevante. Avendo io prelevato non in quanto intestataria del conto
ma in quanto delegata dall’amministratore, Antonio porta in tribunale l’amministratore
stesso per avere ragione di quel prelievo (!!!) e, se del caso, proporre querela. La causa si chiude con l'ammissione
del prelievo ma con la dimostrazione che i denari sono stati utilizzati per fini comuni. Continuo a non comprendere, comunque, come mai
Antonio si intestardisca così tanto con il voler mettere bocca slla gestione del nostro patrimonio.
Dove hanno vissuto tutti?
Mamma e papà vivono sino al 1960 a Firenze, in B.go de' Greci. Papà passa 3-4 mesi l'anno a Montaione.
Ginevra ed io,viviamo in B.go de' Greci insieme ai genitori.
Anna Nardi Dei
Nel 1961 ci spostiamo(insieme a Vincenzo che è nato l'anno prima) in via della Cernaia,
sempre a Firenze. Papà continua a vivere 3-4 mesi l'anno a Montaione. Nel 1966 nasce -a Firenze- Antonio.
Negli anni '70 papà ristruttura una porzione della villa di Montaione per Ginevra e me
(le vecchie "stanze del fattore") nel suo instancabile tentativo di far vivere qualcuno di noi lassù. D'altra
parte anche lui si doveva rendere conto che la vita a Montaione è un po' volgarotta e nessuna
di noi aveva voglia di fare la conoscenza con quei burini che vivono lassù. Personalmente non ho mai capito
come mai ci siamo sempre tenuti quel bubbone di casa costosissima e fatiscente, invece di venderla e comprarci una bella casa
elegante a Parigi.
Papà allunga sempre di più i suoi soggiorni
montaionesi, spesso accompagnato da quella serpe di Antonio che passa lunghissimi periodi insieme a lui finchè, papà, non vi si
Anna Nardi Dei
trasferisce completamente.
Sarà in questa casa di Montaione che vivrà gli ultimi suoi giorni.
Nel 1990 Vincenzo si trasferisce in Giappone (si trasferirà poi più volte tra Giappone, Usa e infine Danimarca)
e Antonio va a vivere per conto suo in centro a Firenze.
Nel 1992 Antonio si trasferisce in Spagna e la mamma si trasferisce ad Arezzo,
nella villa di Colle Allegro. Poco dopo, a causa di circostanze personali, torno a vivere
con la mamma ad Arezzo insieme alle mie due figlie, Sveva ed Elena.
Morendo nostro padre nel settembre 1993, a febbraio del 1994 siamo costretti a richiamare
Antonio perchè venga a vivere in Italia e amministri la fattoria di Montaione.
Antonio vive in un primo tempo a Firenze ma nell'estate 1999 si trasferisce definitivamente a Montaione.
Nell'autunno 1999 la mamma, forse condizionata da altri, tenta di impormi di trasferirmi altrove.
Lavori abusivi?
Anna Nardi Dei
Nell'estate del 2001 alcune voci a Montaione dicono che Antonio starebbe ristrutturando la villa ottenuta in eredità dalla mamma.
C'era ovviamente il rischio che facesse un disastro per far perdere valore alla casa in
modo da ottenere di più in eredità. Così decidiamo di non metter tempo in mezzo e il 28 luglio 2001 denunciamo al Comune di Montaione
e alla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici che Antonio starebbe
effettuando o avrebbe già effettuato lavori edili abusivi alla villa. Già che ci siamo chiediamo anche che venga controllato se ci sono ancora
dei reperti archeologici notificati.
Ne consegue un sopralluogo che stabilisce che non sono mai stati effettuati lavori abusivi, e siamo tutti molto contenti di questo; era comunque
nostro dovere di cittadini e di co-eredi informare le Autorità competenti di quello che stava eventualmente succedendo. Una nota della
Soprintendenza ci informa anche che non ci sarebbero mai stati reperti archeologici notificati in possesso nè della mamma, nè di papà nè di Antonio,
la qual cosa mi sembra un po' strana.
Anna Nardi Dei
Introduzione
Questo sito internet nasce per completezza di informazione sulle vicende Nardi Dei. Infatti molto viene detto e molto è stato anche scritto su
internet su cosa
stia succedendo all'interno della famiglia Nardi Dei.
In realtà la maggior parte delle informazioni sono state travisate e la realtà dei fatti ne
è uscita alquanto malconcia. Per questo motivo ho deciso insieme a mio fratello Vincenzo di interdire ad Antonio
la pubblicazione della sua versione della storia e di pubblicare questa versione autentica in cui si spiegano
nei dettagli tutte le vicende che vedono protagonisti noi tre fratelli Nardi Dei contro Antonio.
La vera verità è che Antonio non dovrebbe in realtà avere niente a che fare con noi e leggendo questi scritti ogni lettore se ne renderà conto. Per semplicità
Anna Nardi Dei
tecnica ed espositiva è stato usato come falsariga una copia del vecchio sito di Antonio ora oscurato.
Buona lettura!
Nella primavera 2001 Antonio porge quattro diverse proposte formali di divisione
ai fratelli dove viene calcolata la quota di conguaglio per Antonio. Ognuna delle proposte
era calcolata sulla basa dei valori fornitigli senza autorizzazione alcuna dal nostro tecnico di
fiducia e supponeva la divisione in quattro parti uguali del
patrimonio stesso.
A dette proposte non richieste non facciamo seguire alcun commento nè controproposta.
Antonio quindi ci cita in Tribunale con una causa di divisione.
Dall'assurda causa di divisione proposta da Antonio ci difendiamo con i mezzi a nostra disposizione, tra cui l'eccezione
di competenza territoriale, infatti Antonio aveva proposto la causa presso il Tribunale di Empoli, ma la mamma era in realtà
solo residente a Montaione, per il resto viveva ad Arezzo ed aveva i suoi interessi là.
Naturalmente poi Antonio si è sentito offeso del fatto che nei ricorsi fatti per togliere quegli assurdi sigilli alla Villa di Colle Allegro
avevamo dichiarato che la mamma era residente a Montaione e non ad Arezzo e che quindi non era quella la casa dove viveva. Sembra proprio che
il fratellino non capisca la differenza!
Anna Nardi Dei
In una udienza a giugno 2003, abbiamo presentato al Giudice
per la divisione una stima che da ad un bosco a Montaione pervenuto ad Antonio in eredità in conto di legittima
un valore superiore a tutto il resto dell'eredità messa insieme. Il Giudice non ha accettato quei valori e
contestualmente ha nominato un tecnico che effettui
le stime di tutto il patrimonio, ivi compreso il bosco che ha
un valore enorme. Quel bosco è molto bello ed oltre a celare
numerose testimonianze del passato storico pre-romano di Montaione, al suo interno sopravvive l'unica faggeta della zona,
testimoninaza di un tempo
preistorico in cui il clima della zona era sostanzialmente diverso. Attualmente in detta area è in via di istituzione
un vincolo archeologico il che farà lievitare ulteriormente il valore del terreno a discapito della quota di Antonio. Non si capisce comunque perchè
il Giudice non abbia semplicemente accettato la nostra perizia, che è fatta molto bene.
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