GION UEIN CINEMASHOW

Stagione cinematografica

2004 - 2005

 
SPIDER-MAN 2

di Sam Raimi

voto : 8

 

 

 

Peter Parker ha deciso : non sarà più Spiderman.

E così si ritrova nel vicolo a fissare a lungo il costume che spunta dal cestino della spazzatura. Poi gli da le spalle e il vicolo si chiude in dissolvenza. Con l’eccezione degli occhi della maschera, che continueranno  a baluginare nel buio dello schermo per qualche altro secondo. Non sarà tanto facile liberarsi di Spiderman.

In questa sequenza ( e in tutto SPIDERMAN 2 in genere ) è distillato il motivo del successo planetario di SPIDERMAN, il perché , nel corso di quarant’anni di onesta carriera , l’arrampicamuri di quartiere sia diventato il più amato dello svariato universo dei supereroi.

A Sam Raimi va pertanto riconosciuto innanzitutto questo enorme merito : l’aver riportato fedelmente sul grande schermo lo spirito che permise a Stan Lee e Steven Ditko di dare origine al loro capolavoro.

Poi gli è stato sufficiente liberare il suo smisurato talento visivo per realizzare  un sequel all’altezza del precedente grazie soprattutto al virtuosistico utilizzo della mdp , che per Raimi è ormai quasi un’estensione naturale, proprio come le braccia meccaniche di Octopus.  Fortunatamente anche nel suo caso un chip inibitore  disattivato  ( quasi sempre ) gli ha consentito di regalarci  il suo oramai collaudato “ rollercaster movie “,  in cui si passa con velocità da sequenze vertiginose a rallenty e ( addirittura ) fermo immagine d’autore. Tutte le sequenze sono  “cucite a mano” con certosina pazienza e passione e da ognuna traspare il suo estro e la sua passione per l’autocitazione ( ego smisurato ? ) : la motosega di Ash, il laboratorio di Doc Ock ( quasi identico al laboratorio del Dot. Peyton Westlake / Darkman ), l’onnipresente Bruce Campbell ( la maschera che blocca Peter all’ingresso dello spettacolo di MJ ) passando per la rituale comparsata di Stan Lee e la sequenza montata sotto la celeberrima "Raindrops Keep Fallin' on My Head" ( caro Sam sarebbe stato bello vedere Spidey girare in bici con MJ adagiata sul manubrio ) .

Come non citare poi i suoi giochi di specchi : l’urlo di terrore della compagna di Octavius riflesso nella scheggia di vetro che sta per rubarle la vita o l’inconfondibile sagoma di Octopus che si allontana riflessa sulle cromature dell’ormai inerme sega a motore dopo la strage in sala operatoria.

Nonostante tutto ciò, ossia il corredo  abituale che Raimi  lascia in dotazione ad ogni sua creatura, “ Spiderman 2” si rivela un film più complesso del precedente ed è proprio per questo che piacerà di meno ai consumatori del cinema di genere che hanno gradito tantissimo il suo predecessore.

Se nel primo episodio il “potere “ era un dono , in questo secondo episodio diventa una “scelta” e in effetti SPIDERMAN 2  è un film completamente incentrato sul “peso delle scelte” e di conseguenza riconducibile ad un unico comune denominatore : il 2.

 

Bene / male

Ock / Octavius

 

Amore / amicizia

Peter / Mary Jane

 

Amicizia/odio

Harry/Peter

 

Si/no

Peter / Spiderman

 

Il tormentato rapporto di Peter Parker con la sua coscienza viene sviscerato attentamente grazie ad una sceneggiatura davvero all’altezza ma che non si sostituisce mai all’impianto visivo messo in piedi da Raimi. E questo è il suo più grande merito : riuscire a raccontare e a rendere perfettamente lo stato delle cose grazie alle “immagini”, a quello che lo spettatore ha davanti agli occhi.

Facciamo degli esempi ?

La già citata sequenza con "Raindrops Keep Fallin' on My Head"  , in cui Peter riscopre ( e si gode ) la normalità del quotidiano.

O ( soprattutto ) la magnifica sequenza di cui si parla all’inizio di questo pezzo : Peter che da le spalle al costume infilato nel cestino della spazzatura.

Il tormento interiore reso come neanche 10 pagine di dialogo avrebbero potuto.

Ed è per questo che al buon vecchio Zio Sam perdoniamo qualche eccesso di retorica filoamericana e qualche spunto zuccheroso di troppo ( Oddio, MJ che corre da Peter col vestito da sposa ha fatto pizzicare all’impazzata il mio senso di ragno ! ).

Un plauso particolare ad un superlativo e tentacolare  Alfred Molina e un avviso ai naviganti ( per i fans di vecchia ora credo non ce ne sia bisogno ) : non lasciatevi “depistare” da Harry Hosborn e dal laboratorio segreto di papà Goblin, c’è il Dottor Connors che incombe minaccioso sul futuro del nostro arrampicamuri del cuore per un terzo capitolo all’insegna della lingua biforcuta!

 

 

 

 

 

 

 

 

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