GION UEIN CINEMASHOW

Stagione cinematografica 2003 - 2004

 

 

IL RITORNO DEL RE  di Peter Jackson  - voto 9,5

 

 

 

 

 

 

 

“Tre anelli ai re degli elfi sotto il cielo che risplende

Sette ai principi dei nani nelle lor rocche di pietra

Nove agli uomini mortali che la triste morte attende

Uno per l’oscuro sire nella chiuso nella regia tetra.

 

Nella terra di Mordor, ove l’ombra cupa scende”

 

 

E’ finita, ma non lasciate che il manto triste della nostalgia si posi sulle vostre teste.

Perché il cinema è di sicura origine elfica  e pertanto  immortale .

E ogni qual volta lo desidererete  potrete ridar vita alla storia.

Non importa quanto tempo sarà passato .

L’elsa delle spade sarà ancora calda del pugno che l’ha stretta per l’ultima volta.

L’aria profumerà  di battaglia.

Le viscere del monte Fato torneranno puntualmente a scaldare il vostro cuore.

E tutti i protagonisti della storia più bella di tutti i tempi rinasceranno dal loro oblio, e come l’armata dei morti recupereranno tangibilità per far fronte alla promessa : servire il Re.

 

IL RITORNO DEL RE è la degna conclusione di una trilogia che ha cambiato il corso del cinema. Un’opera che ha segnato ( e segnerà per molti anni a venire ) indelebilmente l’immaginario collettivo , ridisegnando la gerarchia dei personaggi più amati di sempre e scalzando la saga di STAR WARS dal posto più alto del podio nel cuore di molti  amanti del cinema fantasy.

Il bastone magico di Gandalf il Grigio contro la spada laser di Darth Vader: un immagine suggestiva ed emblematica capace di rendere l’idea dell’enorme impatto avuto della saga tratta da Tolkijen sul nuovo millennio.

Ci resta il privilegio di esser stati testimoni di un capitolo memorabile della storia della settima arte, un capitolo alla cui realizzazione hanno contribuito tante di quelle “menti” che definirla un opera di Peter Jackson sarebbe francamente riduttivo.

Regia, scenografie,  tecnici della weta, stunts, attori. Oppure Gandalf, Gollum,  Aragorn , Frodo, Sam, Arwen.

L’uno accanto all’altro, nessun passo in avanti, in pieno spirito Tolkjeniano

 

IL RITORNO DEL RE è ( anche ) un film  imperfetto e di conseguenza gli esteti , gli pseudo – snob e gli intellettuali autocompiacenti ci andranno a nozze : il regista neozelandese  non utilizza con virtuosismo e dedizione  i dettami della cineortografia .

Ma questo sarà un difetto per pochi e un enorme pregio per molti.

Perché, malgrado il dispendio di mezzi , il cinema di Peter Jackson è un cinema artigianale.

Un cinema che mette il suo linguaggio a completo servizio della storia.

Un linguaggio semplice, senza “frizzi e lazzi”, senza invenzioni o rivoluzioni.

Un cinema “raccontato”.

Per tutto il tempo Peter Jackson è stato il nostro nonno.

Il nonno che con amore e semplicità racconta la favola al nipotino entusiasta abbarbicato tra le sue braccia.

Noi ci siamo fidati e alla fine la nostra fiducia è stata ampiamente ripagata perché è stato in grado  di emozionarci, di rendere alla perfezione la maestosità della storia e lo spessore dei suoi contenuti ed è riuscito ad evitare con maestria  i trabocchetti della retorica disseminati lungo tutto il viaggio.

Siamo rimasti stremati dal ritmo incalzante , e il  susseguirsi inesorabile di sequenze memorabili  è stato tale  che ricordarne anche solo un paio diventa impresa assai improba. Solo il caso ( e non il cuore ) può aiutarci a sistemare alcune sequenze nel nostro personale album dei ricordi .

La battaglia nei campi del Pelennor con gli Olifanti , che ricorda la famosa battaglia con i Bipodi Imperiali de IL RITORNO DELLO JEDI  ( un altro RITORNO a chiudere  una saga ).

Poi Gollum, il magnifico Gollum , suprema rappresentazione ( digitale ) dell’eterna dicotomia bene / male ( ritenerla banale è indice di estrema superficialità ) nelle cui viscere  la suprema  battaglia infuriava non meno devastante che sui campi di Pelennor.

E come non ricordare l’impatto visivo dell’arrivo di ARAGORN alla guida dell’esercito dei morti ? Credo non abbia eguali nella storia del cinema .

 

Peter Jackson diventa ufficialmente l’alfiere di una nuova era del “cinema in movimento” grazie all’ardire con cui si lancia all’arrembaggio con le sue  leggendarie carrellate, capaci di prodigiosi arabeschi nei cieli di guerra della terra di mezzo.

Soggettive che ci consentono  di scalare montagne nebbiose, precipitare negli inferi di Mordor, sbattere contro le sporgenze della tana di Shelob, seguire il volo di aquile e nazgul e planare in picchiata a sfiorare gli elmi dei più grandi eserciti mai schierati a memoria d’occhio.

Una magnificenza tale da spingere alla commozione.

E sempre grazie a Jackson scopriremo infine che il grande occhio onnivoro troneggiante sulla sommità della Torre nera è in realtà il nostro.

E non saremo più in grado di trattenere una lacrima di commozione, che scivolerà lenta fin sulle pendici del monte Fato a spegnere per sempre il fuoco della battaglia.

 

Non finiremo mai di ringraziare gli elfi per tutto ciò.

Non finiremo mai di benedire l’immortalità del cinema.

 

Perché il Re è tornato, e tornerà ogni volta.

Lunga vita al Re.

 

 

 

 

 

 

 

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