GION UEIN CINEMASHOW

Stagione cinematografica 2003 - 2004

 

 

LA MALEDIZIONE DELLA  PRIMA LUNA di Gore Verbinsky - voto 6,5

 

 

 

 

 

Rispunta minacciosa all’orizzonte la bandiera rabberciata dei pirati.

Gli ultimi avvistamenti portavano la firma di Renny Harlin ( CORSARI ) e soprattutto di Polansky ( il sottovalutato PIRATI ).

Tocca questa volta a GORE VERBINSKY levare l’ancora dall’isola della TORTUGA , ma non prima di aver reclutato il suo equipaggio nelle migliori bettole dello star system hollywoodiano.

A Johnny Deep spetta il ruolo di capitano, e con il suo stralunato e adorabile  “Jack The Sparrow” sembra ancora non essersi ripreso dai bagordi lisergici di PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS.  Orlando Bloom , quasi irriconoscibile senza orecchie a punta , incarna alla perfezione l’eroe ingenuo e romantico ( Will Turner ) perdutamente innamorato della bellissima  Keira Knightely ( Elisabeth Swann ) , mentre Geoffrey Rush completa la prima fila con  il suo Barbarossa , pirata spietato e terribilmente carismatico.

 

Rimpolpata  la ciurma con un pugno di comprimari ( giusto per fare numero ) , il regista di THE RING ha potuto finalmente  levare gli ormeggi e godersi il viaggio in tutta tranquillità  , visto che la rotta segnata dagli sceneggiatori è davvero priva di pericoli e che la nave messa a disposizione dalla Disney ( oltre alla qualità dell’equipaggio ) è a prova di cannonate.Capitan Gore  dirige poi tenendo ben saldo  il timone , non lasciandosi incantare dalle sirene e rispettando al millimetro cartine e correnti.

Tecnicamente  pare essersi ispirato ( oltre che alla “ risaputa ” attrazione per famiglie  ) al famoso giochino della settimana enigmistica : ha raccolto una dose massiccia di citazioni situazioni “ di genere “ e le ha unite con un unico tratto . A dare sostegno ( e una brezza di freschezza ) al suo lavoro,  una sceneggiatura intelligente che mescola sapientemente tematiche “ fantastiche “ al susseguirsi incessante  di arrembaggi, duelli, tesori e isole nascoste.

Ne vien fuori un film che ha proprio nella perfezione il suo limite evidente.

La Maledizione della Prima Luna è infatti un ‘opera che non stimola altri sensi oltre alla vista. Ci sarebbe piaciuto un film che parlasse di più al cuore, un film che sapesse  di sporcizia e rum , di umidità e legno marcio. Ci ritroviamo invece un film bidimensionale, che mantiene inalterata la distanza tra spettatori e schermo. Un film bello a vedersi ma che sa di plastica, proprio come l’attrazione da cui prende ispirazione.

Un film perfetto ( l’aggettivo è ricorrente ) per una serata all’insegna dell’intrattenimento puro , ma decisamente incapace di rievocare le gesta di bucanieri e corsari che tante volte da ragazzini  ci avevano spinto a sfidare il mondo con una benda sull’occhio.

 

 

Gion Uein

 

 

 

 

 

 

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