Stagione cinematografica 2003 - 2004
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IL MIRACOLO di
Edoardo Winspeare - voto 5 |
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Il Miracolo. Ma quale miracolo ? Il desiderio di abbandonarsi, anche solo per un attimo. La necessità di credere, anche solo per un attimo. Ma anche ( e soprattutto ) la consapevolezza del proprio
disincanto e la capacità di ripartire dopo ogni brusco risveglio. E’ questo il miracolo. Un miracolo capace di rinnovarsi ad ogni alito di speranza, come
il sangue di San Gennaro. Una speranza che neanche i fumi tossici dell’ILVA sono capaci di
diradare. Tutto il resto è una storia del SUD raccontata tante altre volte
, e forse per questo raccontata quasi con rassegnazione. Una storia fatta di poche idee e neanche buone. Una storia
infarcita di dialoghi banali e facce di gomma, luoghi comuni e luoghi
bellissimi. Taranto raccontata come migliaia di volte sono state raccontate
Catania, Palermo o Napoli e raccontata ( purtroppo ) con gli stessi
ingredienti: miseria , disadattamento e necessità di aggrapparsi ad una boa
per non essere risucchiati dalla risacca. Taranto luccicante e nera. Ma soprattutto nera. Tutte le cartoline della città che Winspeare ci regala sono
segnate da una presenza ingombrante: dietro al suggestivo tramonto sul Mar
Piccolo, dietro alla barca pronta a
levare gli ormeggi, dietro il ponte di pietra, dietro ad ogni pezzetto di
cielo e mare ci sono i fumi e camini
del siderurgico. Presenza costante e sgradita. Ma necessaria. Perché sono il simbolo del ritorno alla triste realtà. Dei piedi
per terra. Il segnale che il sogno è finito e proprio per questo un
miracolo può ripetersi. |
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