GION UEIN CINEMASHOW

Stagione cinematografica 2003 - 2004

 

 

MATRIX REVOLUTIONS  di Wachowsky Brothers  - voto 7,5

 

 

 

 

 

Fosse stata una “ Bilogia” sarebbe stata epocale.

Nel senso che non perdoneremo mai ai Wach Bros la scelta spudoratamente  commerciale di aver voluto  diluire la vicenda in tre puntate .

Anzi, ad essere di bocca buona sarebbero bastati anche 30 minuti in meno in “RELOADED”.

Ma , diciamolo subito , con REVOLUTIONS si torna ai livelli ( quasi ) del primo episodio.

I Wachowsky abbandonano gli alambicchi filosofici che avevano impregnato il secondo episodio ( provocato più di un esaurimento nervoso ) e si abbandonano ad una FANTASCIENZA CLASSICA , preoccupandosi inoltre di scogliere quasi subito gli enigmi che avevano portato a partorire  “congetture da ricovero immediato”  ad un’intera generazione di matrimaniaci.

In Revolutions continuano a disseminare la matrice  di citazioni, ma questa volta quasi tutte di carattere prettamente visivo.

Filtrati dal cyber-dark della loro fantascienza post atomica ci capiterà di rivedere gli inseguimenti di Luke Skywalker e Han Solo negli angusti condotti della Morte Nera, o la conturbante Ripley ingabbiata nell’esoscheletro tener testa alla terribile regina, o addirittura il Capitano Deckard , in un appassionante finale sotto un diluvio biblico , soccombere all’ultima generazione di replicanti del progetto nexsus 6.

Ma se il monologo finale dell’agente Smith non ha la stessa potenza evocativa delle immortali parole di Batty  ( come potrebbe ? ), la domanda che entrambi si pongono, è in definitiva la stessa.

E Laddove fu l’amore per la vita a salvare Deckard, sarà la scoperta dell’amore a salvare invece Zion. Un sentimento di cui le macchine decidono di appropriarsi.

 

“Matrix Revolutions”  è una grande film di genere che  può contare su una solida sceneggiatura ( a prova di seppia  ) , su soluzioni visive dal grande impatto emotivo e soprattutto su una scelta stilistica che lo differenza dai predecessori.

I Fratelli terribili decidono infatti di lesinare sulle ormai classiche posture da lombosciatalgia  alla Matrix ( solo lo scontro all’ingresso dell’inferno del Merovingio ) e di puntare ad un film corale, ridimensionando notevolmente la presenza dell’eletto all’interno della pellicola. L’evolversi della situazione richiama la trilogia di Tolkien : la compagnia che si separa,  con NEO  e TRINITY destinati al Monte FATO e il resto della brigata impegnata nella strenue  difesa di Minas Thrith.

L’utilizzo della tecnica è naturalmente fondamentale ma non produce gli effetti collaterali di  “Reloaded”, e infatti sono tante le sequenze da ricordare.

Da citare assolutamente l’interminabile  battaglia per la difesa di Zion , di una potenza visiva impressionante e con una perfetta gestione dei tempi ( neanche la battaglia al Fosso di Helm era stata così “epica” ). Ma come non ricordare Trinity che assapora per la prima ( e ultima volta ) l’ebbrezza del cielo terso, o l’incredibile duello finale tra Neo e l’agente Smith , praticamente la versione filmica di uno scontro tra SUPERSAYAN ?

E quando il fumo della battaglia si sarà completamente diradato tutti i simboli alfanumerici troveranno finalmente  la loro giusta collocazione davanti ai vostri occhi.

E la soluzione vi verrà svelata.

 

 

 

 

 

 

 

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