Stagione cinematografica 2003 - 2004
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KILL BILL volume 2 di
Quentin Tarantino - voto 5 |
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La risposta ce la da (in)direttamente Bill, nel suo monolgo
finale : Il volume 1 è stato girato da SUPERMAN, il volume 2 solo da
ClarK Kent. E’ questa l’unica spiegazione per una delle più grandi delusioni
cinematografiche degli ultimi anni. E dire che si parte alla grande con il meraviglioso “Primo
capitolo”, che fa luce ( tanta ) sul Massacro alla “Chiesa dei due pini”. I
toni sono immediatamente più dimessi,
ma c'è il tempo per ammirare le rughe
di David Carradine e gli occhi di Uma Thurman , il tutto incastonato in una
splendida fotografia in bianco e nero. Poi, proprio con i due sposi in prossimità dell’altare per la
prova finale del matrimonio, la macchina da presa esce definitivamente di
scena. Con una lenta carrellata si allontana
dagli sposi fino ad uscire alla chetichella dalla porta della chiesa ,
quando nel campo sopraggiungono le vipere al completo pronte allo sterminio ,
per sistemarsi in un angolino in alto ad assistere ( timida ) all’esecuzione. Questa sequenza è l’epitaffio visivo di Quentin Tarantino al
“suo” KILL BILL e di conseguenza al “suo” modo di intendere il cinema. Da
questo punto in poi abbandonerà il mantello da supereroe per indossare i
panni del “ regista “ normale ” e dare alla luce un’opera lontana milioni di
galassie dalla prima. E sequenza dopo sequenza, capitolo dopo capitolo, la
consapevolezza che tutto “ non sarà mai come la prima volta” si fa strada
dentro di noi lentamente ma inesorabilmente. Forse perché è un
veleno meno veloce del letale siero del Black Mamba. Forse ( sicuramente
) perché la speranza è un antidoto
potente che ne rallenta gli effetti letali. Ma per quanto la speranza sia l’ultima a morire alla fine siamo
destinati a soccombere. Kill Bill 2 è privo della
feroce ironia che ci avevano
soggiogato nel primo episodio e la seriosità che lo permea per intero produce
spiacevoli effetti collaterali. E pertanto se cinque mesi prima avevamo assistito senza fiatare
a torsioni , voli e stragi impossibili della sposa , questa volta ci risulta
difficile digerire il modo in cui la “nostra” ( in pieno “Romero Style” ) si
tira fuori ( è proprio il caso di dirlo ) dalla brutta situazione in cui
l'aveva sotterrata il buon Dudd . Kill Bill 2 non trasuda l’amore per il cinema e la gioia di
farlo che ci aveva contagiato ed entusiasmato nel primo episodio. Naturalmente anche riponendo il mantello e indossando i miseri
panni di Cark Kent Tarantino resta un
regista sopra la media. Il suo dna viene ripetutamente a galla nel continuo utilizzo
della citazione ( Sergio Leone , praticamente un’ossessione ) , e del dialogo
“ricercato”. La mdp si libera dalle briglie in più di un’occasione
regalandoci ,oltre al già citato “primo capitolo” , sequenze da ricordare
come la “soggettiva “ della tumulazione della sposa o il “Cat Fight” tra
Beatrix e California Mountain Snake. Ma tutto ciò non fa altro che alimentare il fuoco della nostra
delusione. Perché è impossibile
giudicare il volume 2 prescindendo
dal primo. Perché , bastardo di un Quentin, noi non volevamo SAPERE come andava
a finire. Noi volevamo VEDERE come andava a finire. |
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