GION UEIN CINEMASHOW

Stagione cinematografica

2004 - 2005

 
ALEXANDER

di Oliver Stone

voto : 5

 

 

Troppo grande Alessandro per poterlo raccontare tutto.

E la sfida di Oliver Stone , improba gia in partenza,  si rivela addirittura fallimentare con il passare dei ( molti ) minuti del film.

C’è troppo da raccontare e troppo poco tempo poterlo fare e i cattivi presagi delle Cassandre di turno si avvereranno inesorabilmente.

“Alexander”, ovvero un film superficiale che non rende assolutamente la grandezza del personaggio.

Anzi, non rende assolutamente il personaggio.

Spietato ed  imbattibile o culattone e raccomandato ?

“ La seconda che hai detto ” , almeno per chi si fosse recato al cinema senza mai aver sentito parlare del Macedone figlio di Filippo ( per l’anagrafe ) e di Olimpiade.

Il regista di “ Natural Born Killers ” paga a caro prezzo la sua scelta di volerne fare un film “storico” non riuscendo però a dare al suo lavoro un stile definito.

Didascalico l’approccio ( con Tolomeo che detta le sue memorie ) , biografico lo svolgimento, che alterna scene d’azione ( poche ) a frequenti fasi in cui il dilungarsi dei dialoghi risulta quasi irritante.

Tutto ciò  a scapito della continuità narrativa e soprattutto “ temporale ” degli eventi che presenta voragini ( ellissi ) così vaste che spesso lo spettatore ha come l’impressione di essersi perso qualcosa.

Oliver Stone si accanisce sul tormento edipico del guerriero platinato trascurando colpevolmente l’aspetto che dopotutto lo ha consegnato all’immortalità : la sua abilità in battaglia. E due battaglie ( non a caso la parte migliore del film ) in tre ore sono davvero poche per celebrare il più grande dei condottieri.

La sua campagna verso oriente viene svilita ad  un misto tra un “Camel Trophy” ed un “ Gay Pride ” piuttosto che come la conquista di “tutto il mondo fino ad allora conosciuto”.

Così come solo accennato e sfumato il suo sogno di una società multirazziale, il suo prodigarsi per l’arte e il tramandarsi della memoria storica.

In definitiva un film che conferma in pieno tutti i “difetti” preventivati. Un “ibrido” che non è piaciuto agli americani e che piacerà poco agli europei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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