Joseph Rudyard Kipling  
bio - bibliography   

Rudyard Kipling

1907: Nobel Prize for Literature



     Joseph Rudyard Kipling nasce nel 1865 a Bombay, in India, da genitori inglesi. Dal padre, curatore del museo di Lahore ed insegnante di Scultura Architettonica, il futuro scrittore erediterà quel discreto talento di disegnatore che avrebbe poi usato per illustrare alcune sue storie. La madre proveniva dall'alta boghesia inglese.
La sua infanzia fu sommariamente infelice. I genitori lo affidano ben presto alle cure di una nutrice indigena, dalla quale il fanciullo apprende innumerevoli racconti e leggende indiani popolati da animali fantastici e suggestioni misteriose, e acquisirà la sua ben nota avversione per la mentalità monoteista giudeo-cristiana.
A sei anni è mandato, con la sorella, a studiare in Inghilterra presso scuole di rigida tradizione puritana, affinché avesse una «corretta educazione inglese». Viene così affidato ad una coppia di Southsea, un Comandante di Marina in pensione e la moglie. Allora si usava così, ma l'essere staccato dai genitori in tenera età apre in Kipling una ferita che non si sarebbe mai più rimarginata: non è quindi un caso se nella sua narrativa si ritrovano spesso storie di bambini abbandonati. Inoltre, le torture fisiche e mentali inflitte dai due mal scelti tutori, ne compromettono definitivamente la salute e la vista. Le descrizioni strazianti di quei tormenti ci saranno lasciate nel famoso racconto Baa, Baa, Black Sheep (1888) e nel romanzo The Light that Failed (1890), forse la più struggente ma anche la più sconosciuta tra le sue opere.
Dopo un breve interludio coi genitori, nel 1878 entra all'accademia militare United Services di Westward Ho, una delle tante istituzioni britanniche nelle quali si forgiavano i futuri civil servants dell'Impero. Vi conosce tutti i rigori dell'educazione ottocentesca inglese, nella quale l'insegnamento andava di pari passo con le violenze inflitte dagli insegnanti, dagli alunni più anziani, dai coetanei prepotenti. Anche questa esperienza avrà riscontro in un'opera narrativa, Stalky and Co. (1899), descrizione brutale e crudele delle repressioni subite in quegli anni. E' tuttavia proprio il direttore del collegio ad incoraggiare il futuro scrittore verso i primi tentativi letterari.
Nel 1882 torna in India dove diviene redattore del Civil and Military Gazette di Lahore, e pubblica la sua prima collezione di racconti, Plain Tales from the Hills (1888), che riceve subito un successo straordinario.
Nei suoi racconti «indiani» - dalle prime raccolte: il già citato Plain Tales from the Hills, The Phantom 'Rickshaw and Other Eerie Tales (1888), Soldiers Three (1888), In Black and White (1888) e Under the Deodars (1889), alle più tarde Many Inventions (1893) e The Day's Work (1898) - l'India è molto di più di un ambiente reale o di un riflesso di una situazione storica oggettiva. Di volta in volta essa si fa infatti tramite per una dislocazione in un altro tempo, o in un mito, assumendo così una ben precisa funzione ideologica. Così è anche nel romanzo Kim (1901), dove la visione indiana della vita si configura come fuga nello spirituale dal Grande Gioco della Politica e dello spionaggio occidentale, mentre nei due Jungle Books (1894 e 1895) - certamente la sua opera più nota e di maggior successo - la Natura selvaggia viene addomesticata proiettandovi all'interno le leggi e le regole sociali della cultura vittoriana, e gli animali, coi loro difetti e le loro virtù, diventano campioni di Umanità. Ma i due Jungle Books - si è detto - sono anche libri «educativi»: la Legge del Branco che ne sta alla base, configura infatti un primo elementare concetto di organizzazione della società e getta le fondamentali regole di convivenza tra gli individui. Da queste idee sarebbe poi nata, ad opera di un lettore entusiasta di Kipling - il Generale lord Baden-Powell - l'organizzazione internazionale dei boy-scouts.
La pubblicazione, nel 1892, della raccolta di liriche Barrack-Room Ballads, aggiunge la fama di poeta a quella di narratore, e la popolarità di Kipling diviene enorme: sarà uno degli autori più pagati della sua epoca, letto come nessun altro, ascoltato e venerato come un oracolo!
Lo stesso anno sposa Caroline Starr Balestrier, di origine americana. E in America - nel Vermont, presso la famiglia della moglie - l'autore vivrà fino al 1896.
Nel 1899, allo scoppio della Guerra Anglo-Boera, parte per il SudAfrica come corrispondente. Esalta allora nei versi e nei racconti di questo periodo - pubblicati in Five Nations (1903) - la Politica d'espansione imperialistica inglese.
Nel 1902 compra una tenuta nel Sussex, e si stabilisce definitivamente in Inghilterra.
Nel 1907 gli viene conferito il premio Nobel per la Letteratura «per l'opera più segnalata d'indirizzo idealistico».
La tragedia della Prima Guerra Mondiale, nella quale perde la vita l'unico figlio maschio dello scrittore, appena diciottenne, e la lunga e sofferente malattia che accompagnerà l'autore fino alla morte, precipitano però Kipling nella sua ultima e più tetra stagione narrativa. I suoi pensieri si colorano allora di amarezza e disillusione, e si caricano di considerazioni pessimistiche sul futuro stesso dell'Umanità. Frutto di questo ripiegamento sono i due ultimi volumi Debits and Credits (1926) e Limits and Renewals (1932), ossessionati dall'idea di decadimento fisico e di morte, e da cui emerge una visione drammatica della società che pare non lasciare alcuna possibilità di speranza e salvezza all'individuo. Furono questi racconti non meno labirintici e angosciosi di quelli di Franz Kafka o di Henry James, ai quali - come riconobbe il critico J.L. Borges - sono però certamente superiori.
Scrive anche opere destinate al grande pubblico - oggi definite superficialmente «per ragazzi» - come Captains Courageous (1897), lettere di viaggio, reportage di guerra, racconti d'animali - in Just So Stories for Little Children (1902) e 2 Re, 12, 9 (1930), e l'autobiografia Something of myself for my Friends Known and Unknown (1937).
Muore a Londra nel 1936 e viene sepolto nell'Abbazia di Westminster, fra i Grandi d'Inghilterra. Nel 1894 due città del Michigan venivano battezzate, in suo onore, una «Kipling», l'altra «Rudyard».




Riscoperta di recente, dopo anni di disprezzo e di oblio, l'opera di Kipling si è rivelata come una delle più ricche e singolari di tutta la Letteratura inglese. Avendo considerato troppo a lungo Kipling come il cantore dell'Imperialismo britannico, ci si era dimenticati che egli esprimeva un'idea dell'Impero molto diversa da quella attribuitagli dai critici che ne avevano letto le opere in maniera molto superficiale. «Il fardello dell'Uomo bianco» da lui più volte affrontato, consistente nel recare la civiltà - attraverso una forma illuminata di Colonialismo - presso le popolazioni altrimenti condannate alla barbarie, giustifica il fatto che se Kipling aveva una fede incrollabile nella missione imperialistica dell'Inghilterra, era perché la credeva capace di amare e rispettare le nazioni e i popoli a lei sottomessi.
Precursore della fantascienza moderna (con le sue storie che trattano di viaggi aerei, nuovi sistemi di comunicazione, guerre future), Kipling ha immaginato - nei suoi racconti fantastici - mondi sconosciuti che proiettano ombre inquietanti sulla nostra esistenza quotidiana. Nelle sue creazioni convivono Scienza e Magia, passato e futuro, sogno e Realtà, determinismo occidentale e fatalismo orientale. E anche un qualcosa di selvaggio ma dolce al tempo stesso, ancestrale e fraterno, che riesce a toccare nell'intimo lettori giovani e adulti. Le figure umane da lui descritte - provenienti da ogni angolo del globo (indù, malesi, negri, cinesi, gurka, sikh, giapponesi, afgani...) e da ogni classe sociale (ufficiali britannici di cavalleria, funzionari, ingegneri, rajah, costruttori di ponti, macchinisti delle ferrovie, mendicanti, mercanti, santoni, principi, selvaggi...) - ci presentano tutte le possibili sfaccettature dell'Umanità. Tutto questo in un linguaggio che sperimenta continuamente sul ritmo, sul dialogo, sul verso, e che si affida ad una vigile economia espressiva, una straordinaria capacità di descrizione, e un costante senso dell'intreccio.
E' quest'abile commistione di elementi che ha garantito - e garantisce tutt'oggi - il successo della sua produzione.


1