FORTIFICAZIONI DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE A QUARTU SANT’ELENA

Daniele Grioni, un visitatore del sito, ci ha spedito il frutto di una lunga ricerca sulle fortificazioni nella zona di Quartu Sant'Elena. Ricerca che culminerà in una tesi di Laurea. Se siete appassionati di questi argomenti non esitate a scrivergli (ho avuto modo di constatare che è veramente preparato)all'indirizzo pattada@tiscalinet.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SINTESI STORICA: Sin dai primi progetti di sistemazione difensiva antisbarco, posti in opera nel 1941, la fascia costiera ed il retroterra della zona compresa fra Torre Is Mortorius ed il Margine Rosso della spiaggia di Quartu rivestirono una particolare importanza per i pianificatori del Regio Esercito Italiano.

Il risultato fu che nonostante il generale ritardo col quale l’Italia intraprese la realizzazione di opere di fortificazione permanente antisbarco, la zona considerata risultasse una delle più massicciamente difese di tutta la fascia costiera nazionale.

Ancora oggi il territorio di Quartu conserva vestigia imponenti di questo sistema fortificato, anche prescindendo dalle inevitabili opere di demolizione postbellica e dalle meno comprensibili modalità di lottizzazione che di fatto hanno reso e continuano a rendere spesso non più fruibili ad opera dello studioso o del turista interessato, queste testimonianze storiche.

Tornando alle carte storiche, possiamo individuare le primissime disposizioni (8 dicembre 1941) atte ad ostacolare ogni progressione nemica. Con postazioni di tipo campale vennero sbarrate la rotabile Quartu-Villasimius (5 postazioni); il retroterra della linea di spiaggia (6), la carrareccia Flumini-Quartu e le rotabili sud-nord verso la S.s. 125 per Muravera (4 appostamenti). A questo primitivo sbarramento s’aggiunsero predisposizioni per accogliere batterie costiere del Regio Esercito, come la 135a che si trovava in località nuraghe Ni ‘e Crobu, armata con pezzi da 75/27mm.

Il 10 gennaio 1942 il XIII Corpo d’Armata del Generale Antonio Basso aveva però già determinato i lavori di fortificazione permanente da compiersi lungo la “linea di capisaldi nella zona di Quartu Sant’Elena”.

Le opere risultavano già consegnate alle imprese civili il 6 maggio, con termine previsto per il 30 giugno seguente. Il settore difensivo cagliaritano (Capoterra, Ponte Vecchio, Sa Scaffa e Quartu) ottenne sempre la precedenza nell’assegnazione di risorse e materiali, tanto che in un Promemoria del 1942 si preannunziò il termine lavori con data 30 settembre 1942. Venne invece intrapreso in ritardo il progetto di rafforzamento del “Fronte a terra” di Cagliari, probabilmente incompleto alla data dell’armistizio. I lavori nel settore di Quartu continuarono sino al giugno-luglio dell’anno successivo, anche perché lo Stato Maggiore decise una progressiva trasformazione degli appostamenti litoranei, quasi tutti di tipo campale, in fortini monoarma a pianta circolare resistenti “al piccolo calibro” (spessore cementizio di circa un metro). Anche questi interventi non vennero però probabilmente completati per carenza di cemento e manodopera e spesso gli spessori di blindatura vennero ridotti in corso d’opera a livello antischeggia (60 - 70 centimetri circa).

Al 24 febbraio 1943 il Comando Genio della Quinta Armata così riassumeva i dati relativi al Gruppo A/I di Quartu: Arco di Quartu, 70 opere del tipo “poliarma” (altrove “pluriarma”) (completi anche i reticolati di caposaldo e le cortine intermedie); Sbarramento stradale Sant’Andrea 2 opere; Posto di Blocco costiero di Muravera zero opere su due previste. Non conteggiati i fortini del fronte a mare, che risultavano essere 18 per l’intero “Settore Cagliari”.

 

CAPOSALDI DELL’ARCO DI QUARTU SANT’ELENA

Come i gli “Archi di contenimento” realizzati a Capoterra, Santa Caterina (zona Giba-S. Giovanni Suergiu), Oristano e parzialmente a Portoscuso, le postazioni erano robuste casematte in calcestruzzo (l’armatura in tondino di ferro era utilizzata con estrema parsimonia e soprattutto per rinforzare le feritoie contro tiri d’imbocco. Assenza di speciali corazzature da feritoia o cupole in acciaio del tipo Vallo Alpino) definite “postazioni poliarma”. Successivamente (Mussolinia di Sardegna, Alghero, Fontanamare e Porto Torres) si adottò la più semplice tipologia della postazione circolare monoarma. Le voluminose postazioni pluriarma erano dotate di distinte camere di sparo per diverse armi, non erano concepite però per fare singolarmente fuoco sui 360° e non impiegavano armi o affusti speciali. Appunto per questa ragione ogni caposaldo conta solitamente su più postazioni (eccezionalmente si trovano capisaldi costituiti da una singola opera monoarma con copertura di fuoco 240° o 360°). Gli appostamenti “poliiarma” ebbero diversi detrattori a causa delle seguenti pecche: eccessivo costo, eccessive dimensioni e visibilità, armamento anticarro ormai inadeguato (pezzi da 47/32 mm di produzione nazionale o preda bellica, se non addirittura pezzi ex francesi da 25mm).

Mimetizzazione: spesso le opere apparivano come innocenti villette, ruderi o case di campagna, con tanto di copertura a coppi e comuni imposte per celare le feritoie. In alcuni casi si riutilizzarono resti nuragici. Altrimenti veniva cercato il massimo adattamento possibile al terreno mediante uso di pietra locale, tinteggiature o reti mimetiche, pannelli di finta roccia etc messi in opera dalle apposite Compagnie Mascheratori del Genio Militare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ELENCO DEI CAPISALDI E NOTE

Legenda abbreviazioni: fm = fucile mitragliatore; mg = mitragliatrice; pac = pezzo anticarro.

CAPOSALDO I (località Perdigoni)

Opere: 7 (fm, mg); 9bis (fm); 8 (mg, pac). NOTA: il caposaldo è completo. Purtroppo però al luglio 1999 risulta in costruzione una casa, addossata alla ben conservata opera 8, che renderà questa testimonianza storica non più fruibile ad opera di eventuali studiosi e storici. Sembra inoltre che possano essere condotti lavori sulle feritoie, destinati a snaturare l’opera stessa.

 

 

CAPOSALDO II (Colle del Nuraghe Meris)

Opere: 1 (2mg, pac); 2 (mg); 6 (mg,fm); 3 (mg); 4 (mg,fm,pac) 5 (fm). NOTA: L’opera 1 è interessante, essendo ricavata proprio all’interno dello stesso nuraghe Meris. Le opere 6 e 2 sono integre e visitabili: l’area non parrebbe destinata ad insediamenti abitativi. L’opera 3 dovrebbe essere ancora visitabile (mimetizzazione: costruzione abitativa), mentre purtroppo le opere 4 e 5 sono oggi sovrastate da altrettante costruzioni ultimate o in fase di lavorazione.

CAPOSALDO III (Colle Ciarritta mt 60 s.l.m.)

Opere: 8 (mg); 9 (pac, mg); 10 (mg); 11 (fm); 12 (fm); 10bis (mg). NOTA: questo caposaldo ospitava una batteria campale del Regio Esercito, come si evince dai ruderi di piazzole, posto di guardia etc. L’opera 11 è dotata di feritoia osservatorio (murata). Il lato a mare del colle è oggi ricco di villini, ma l’accesso al caposaldo è ancora possibile, come purtroppo testimonia il triste stato di discarica del sito. Il panorama è accattivante e le diverse tipologie costruttive riassumono i diversi, principali modelli di opere fortificate. Sarebbe interessante come sito didattico-museale.

CAPOSALDO IV (Casa Marzucco - Casa Serrau)

Opere: 15 (pac, mg); 16 (mg, pac); 17 (fm); 18 (fm). NOTA: L’opera 16, ben visibile, appariva nel ’43 come una normale abitazione (come la 17). L’opera 18 e la 15 si trovano in terreno agricolo. (Nella cartografia mancano le opere 13 e 14, forse mai costruite.)

CAPOSALDO V

Opere: 19 bis (mg, fm); 20 bis (mg, fm) NOTA: postazioni a controllo della confluenza del Riu di Corongiu col Riu de Sa Pispisa. Si trovano in una zona di coltivazione. Integre e ben conservate.

CAPOSALDO VI

Opere: 19 (mg, pac); 20 (mg, pac). NOTA: In sito si trovano due postazioni circolari monoarma per mitragliatrice, una delle quali trasformata in fortino con grado di protezione “alle schegge”, Visibile ancora un tracciato di trinceramento. Le opere controllavano un guado (oggi ponte tipo Genio Militare) lungo il corso del Riu di Corongiu. Sistemazione ancor oggi ben conservata, priva di insediamenti abitativi e degna di tutela. Invece l’opera 19 dovrebbe trovarsi all’interno di un fondo chiuso privato.

CAPOSALDO VII

Opere: 21 (mg); 22 (fm); 23 (fm); 24 (mg). NOTA: Il caposaldo lungo il Riu Corongiu a nord del VI appare sostanzialmente integro e meritevole di tutela: ancora scarsi gli insediamenti abitativi.

CAPOSALDO ? : Si tratta di un’opera circolare al piccolo calibro, poco a nord del Caposaldo VII, sempre lungo il Riu Corongiu. Sito panoramico, da preservare nei limiti nel possibile.

CAPOSALDO VIII

Opere: 25 (pac, mg); 26 (mg); 27 (mg); 28 (pac). NOTA: All’altezza di questo caposaldo comincia un’area di intensa presenza abitativa (villette) e di conseguenza le opere sono difficilmente identificabili giacché modificate o integrate nelle suddette costruzioni. Il Caposaldo si trova all’altezza dello svincolo per Pitz’E Serra della rotabile Flumini-Ss125. Lungo questa rotabile, in località S. Forzoniu, esisteva un munito caposaldo campale. Ho individuato almeno un’opera, dovrebbe trattarsi della numero 26, mimetizzata da casa di campagna.

CAPOSALDO IX

Opere: 29 (pac, mg); 30 (pac,mg); 31 (mg,fm). NOTA: Proseguendo da Flumini verso la Ss 125 sulla sinistra in un prato è visibile un robusto monoblocco per anticarro e mitragliatrice, dovrebbe essere l’opera 29 oggi in un fondo chiuso coltivato. Inglobata nell’attigua villetta si trova un’opera (la 30? La 31?) mimetizzata da casa e oggi riutilizzata come deposito.

CAPOSALDO X

Opere: 32 (pac, mg, fm); 32bis (pac, fm); 33 (mg); 34 (fm); 35 (mg, fm). NOTA: E’ forse il caposaldo oggi più compromesso, dato che si trova in un area soggetta ad escavazioni di cava. L’unica opera trovata sinora potrebbe essere (dalle direzioni di tiro delle carte d’epoca) la numero 32 bis, mimetizzata da casa di campagna ed oggi divenuta pollaio.

CAPOSALDO XI

Opere: 36 (pac, mg); 37 (pac, mg); 38 (mg, fm). NOTA: Area fortemente compromessa da una cava. Il caposaldo si trova sulla collina di Cuccuru Ganni, a sud della Ss 125. Da una prima, superficiale esplorazione dovrebbero rimanere almeno due opere. Esiste anche un piccolo fortino, destinato a breve a sprofondare sul fondo della cava.

CAPOSALDO XII

Opere: 39 (mg, fm); 40 (mg); 41 (mg, fm). NOTA Le opere si trovano all’intersezione della Ss 125 con la rotabile Foxi-Simbirizzi. Sicuramente sopravvivono due opere (39 e 40, mentre la 41 è forse inglobata in qualche edificio vicino).

CAPOSALDO XIII

Opere: 42 (pac, mg); 43 (mg, fm); 44 (fm); 45 (fm, mg). NOTA: si trova all’estremità nord-est dello Stagno Simbirizzi, in terreni coltivati. Densità abitativa fortunatamente minima. Strutture costruttive imponenti eccetto che per la n°44, fortino circolare resistente al piccolo calibro.

CAPOSALDO XIV

Opere: 46 (mg, pac, fm); 47 (pac, mg); 48 (fm), 45 (? Errore cartografico?) (fm). NOTA: Il Caposaldo si trova sulle colline a sud dello stagno Simbirizzi. Coi Capisaldi XV e XVI crea un interessantissimo sito di archeologia storica contemporanea. Inoltre nella zona di Cuccuru Su Paris era presente una batteria antisbarco del Regio Esercito. La zona è panoramica, suggestiva ed assai scarsamente abitata. La vicinanza con la Strada 554 e l’abitato di Quartu suggerirebbe qui la creazione di un itinerario storico-museale-paesaggistico (o per mountain bike), qualora si intendesse valorizzare la presenza di questi manufatti. Personalmente reputo questo sito un caso unico in Italia per stato di conservazione ed interesse storico-architettonico.

CAPOSALDO XV

Opere: 51 (pac, mg); 52 (mg, fm); 53 (mg, fm). NOTA: Nella numerazione progressiva non compaiono le Opere 49 e 50. Oggi solo l’opera 53 appare situata in un fondo chiuso non accessibile.

 

 

 

CAPOSALDO XVI

Opere: 54 (pac, mg, fm) NOTA: è forse l’opera più conosciuta, essendo ubicata a sbarramento della strada Quartu- Pitz’E Serra. Mimetizzata all’epoca da chiesetta.

CAPOSALDO XVII

Opere: 55 (mg); 56 (fm); 57 (mg, pac) 58 (mg); 59 (? Manca ); 60 (fm); 61 (mg). NOTA: L’opera 61 esiste di sicuro, anche se malconcia internamente. La 60 si trova addossata al muro di contenimento di una recente costruzione. L’intera area di caposaldo coincide invece oggi con una zona di intensa urbanizzazione (condomini) accessibile dalla via Tharros di Quartu.

CAPOSALDO XVIII

Opere: 64 (mg, fm; ma esiste all’interno una postazione per pac non segnata sulle carte d’epoca); 62 (mg); 63 (fm, mg). NOTA: Le opere esistono e sono visibili dalla Strada 554. Si trovano in un’area purtroppo appetibile a fini edilizi. Attualmente si tramandano in cattivo stato di conservazione interna. Le opere erano all’epoca collegate da una rara ed interessante trincea coperta in calcestruzzo con soletta a prova di schegge. Anche quest’area potrebbe divenire, se bonificata, sito utile a fini pubblici (giardini, spazio per associazioni) o museale, in alternativa a Pitz’E Serra.

CAPOSALDO XIX

Opere: 65 (pac, mg); 66 (mg, fm). NOTA: Le due opere difendevano lo sbarramento anticarro ancora oggi visibile all’estremità dello Stagno di Quartu. Purtroppo non sembra coincidere la tipologia costruttiva con l’armamento menzionato nelle carte d’epoca. Lungo la strada che da Margine Rosso portava a Quartu esisteva un ulteriore caposaldo non numerato, con almeno un piccolo fortino (lungo la strada). Sulla spiaggia due fortini monoarma con ricovero, oggi scenograficamente semisepolti dalla sabbia. La sponda sud dello Stagno era stata modificata in fossato anticarro, come parrebbe evidente ancora oggi e come attesta l’allineamento di blocchi in calcestruzzo visibili nella laguna.

 

- POSTAZIONI COSTIERE ANTISBARCO

Le carte d’epoca disponibili (scala 1: 100.000) mostrano genericamente gli appostamenti campali per mitragliatrici e armi controcarro messi in opera dal Regio Esercito. Qualche opera campale, come sappiamo sempre dai promemoria d’epoca, venne trasformata nel 1942-43 in fortino resistente al piccolo calibro ( proiettili fino a 150 mm) oppure alle schegge.

Sinora ho rintracciato:

Spiaggia di Quartu: Torre Carcangiolas-Serra Pauli, oggi sprofondata in acqua ma modificata mediante l’inserimento di una postazione monoarma per fucile mitragliatore.

Spiaggia di Quartu-Margine Rosso: due postazioni con annesso ricovero, di rinforzo al Caposaldo XIX (vedi sopra, caposaldo XIX).

Su Forti/ Parrocchia di San Luca (alture del Margine Rosso): sul tetto della chiesa un posto d’osservazione in calcestruzzo. All’epoca qui si trovavano due appostamenti per mitragliatrice.

Zona ad est della chiesa di San Forzonio (o Forzoriu); all’epoca munito caposaldo campale. Ancora da esplorare.

Serbatoio idrico San Forzonio: postazione circolare protetta alle schegge oggi inglobata, ma visibile dalla strada, in una villetta.

Campo coltivato località Priogheddu: postazione circolare monoarma protetta alle schegge, visibile dalla strada.

Torre Foxi-foce Flumini Cuba: vi si trova un pillbox per fucile mitragliatore fortemente compromesso nella muratura e saturo di rifiuti. Interessante il metodo di armatura del calcestruzzo.

Prato ad est dell’Hotel Setar: postazione monoarma circolare resistente alle schegge per mitragliatrice. Se l’area divenisse edificabile (ed in assenza di apposito “vincolo” comunale) sarebbe certamente distrutto.

Bivio di Sant’Andrea: postazione identica alla precedente, intelligentemente risparmiata durante recenti lavori di riqualificazione del sito.

Spiaggia di Capitana: postazione circolare monoarma in calcestruzzo, in concorso di fuoco con l’opera di S. Luria, sita presso il porticciolo turistico.

Spiaggia ad est del molo di S. Luria: ricovero in calcestruzzo con sovrapposta postazione circolare. Rarissima tipologia costruttiva, forse una mimetizzazione da faro costiero.

Litorale di Capitana un fortino ancora esistente, in concorso di fuoco col fortino della Batteria “Carlo Faldi” di Mortorius, ubicato ad ovest della batteria stessa.

Is Mortorius: imponenti resti della Batteria Antinave “Carlo Faldi” (postazione telemetrica, piazzole e ricoveri, edifici, garitta di guardia, posto d’osservazione etc); Nuraghe Diana, con sovrapposta postazione osservatorio. All’epoca esistevano tre appostamenti per mitragliatrice nell’area nord-est della batteria.

Grioni Daniele - Agosto 1999.

 

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