Test per la prevenzione del Diabete di tipo 2 (Università di Leipzig - Germania)

 


 

DIABETE E FUMO

Dr.ssa Annamaria CERNIGOI

L'industria della salute ha assunto una posizione decisa ed efficace contro il fumo. Le nuove legislazioni stanno bandendo sempre più diffusamente il fumo dai luoghi pubblici e dagli ambienti di lavoro,col crescere della consapevolezza per i rischi cui va incontro il fumatore e chi è esposto al fumo passivo.

E' ormai riconosciuto che il consumo di tabacco si associa ad una aumentata incidenza di tumori polmonari ed è una delle maggiori cause di malattie cardiovascolari (angina, infarto miocardico, ictus, arteriopatia agli arti inferiori).

Ma gli effetti deleteri della nicotina sono tre, quattro volte maggiori nel diabetico in quanto vengono a sommarsi ad altri fattori di rischio. Il diabete e l'arteriosclerosi condividono molti fattori patogenici in quanto l'iperglicemia di per sè induce modificazioni delle lipoproteine, ossidazione e glicosilazione lipidica, anomalie dei fattori della coagulazione, glicazione di proteine strutturali ed enzimatiche della parte vasale, stimolo alla proliferazione cellulare; tutte alterazioni che determinano lo sviluppo di lesioni arteromasiche.

Su tali condizioni di base, accentuate in momenti di precario equilibrio metabolico, il fumo interagisce amplificando al massimo questi fenomeni in quanto:

  1. la nicotina è vasocostrittrice e tale azione si prolunga per almeno 30 minuti per ogni sigaretta fumata;

  2. il fumo determina un significativo rallentamento dell'assorbimento dell'insulina iniettata sottocute;

  3. aumenta il colesterolo totale e riduce quello HDL;

  4. aumenta l'insulinoresistenza nel diabete tipo II e si associa nella donna ad una distribuzione centrale del grasso con un  incremento del rischio cardiovascolare;

  5. si correla con lo sviluppo della nefropatia che compare nel 55% dei diabetici fumatori e solo nell'11% dei non fumatori; favorisce l'insorgenza della neuropatia;

  6. determina un incremento della pressione arteriosa;

  7. interviene nei procesi della coagulazione agendo in senso protrombotico;

  8. aumenta il rischio di cardiopatia ischemica ed infarto. Ed a tale proposito ricordo che già il diabetico

  9. non fumatore ha un rischio 3,5 volte maggiore del non diabetico ed isuoi eventi cardiovascolari sono più gravi. Se fumatore  il rischio diventa 10 - 12 volte più grande.

  10. favorisce lo sviluppo dell'arteriopatia periferica che sarà più precoce, più estesa, più grave, prevalentemente bilaterale, con un rischio maggiore di amputazioni.

La serie di effetti negativi prodotti dalla nicotina penso basti a convincere ciascuno di noi, specie se diabetico, ad abolire il fumo.

Giova a tal proposito ricordare che il 25 agosto 1997 l'Organizzazione Mondiale della sanità ha lanciato un avvertimento su scala mondiale contro i danni da fumo, calcolando che 3.000.000 di individui l'anno muoiono per le sue conseguenze e se il ritmo di sviluppo di tale abitudine procederà anche nei paesi del III mondo, tale numero supererà i 10.000.000 negli anni dopo il 2000.


 

 

I CONSIGLI DELLA DIETISTA RAIMONDA MURARO

Dietista presso il Centro Antidiabetico di Monfalcone

 

Molti errori alimentari nascono da pregiudizi sui giusti valori nutritivi e calorici degli alimenti.

Queste sono alcune delle osservazioni che ogni giorno vengono poste al medico e agli specialisti di alimentazione.

C'è molta disinformazione e molta confusione; una marea di notizie ci giunge dai mass media e non sono tutte esatte.

Molti spot pubblicitari ci invitano a consumare alcuni alimenti "d'attualità", non sempre tra i più salutari, piuttosto che gli alimenti tradizionali frutto della cultura mediterranea.

Una giusta alimentazione è importante per tutte le persone: bambini o anziani, cardiopatici o diabetici, e perciò abbiamo voluto creare questo spazio sull'alimentazione per informare. Vogliamo dare una giusta risposta a tutti i dubbi e interrogativi, per una sana alimentazione.

E' giusto sapere che è molto importante fare ogni giorno una buona colazione, che dovrebbe comprendere almeno il 25% delle calorie giornaliere mentre la maggior parte degli italiani prende solamente un caffè o un bicchiere di latte.

E' vero che non esiste un alimento che fa ingrassare o uno che non fa ingrassare; possiamo invece dire che ci sono alimenti più calorici degli altri e viceversa (ad esempio la frutta, a parità di peso, ha meno calorie della pasta e del pane). Ciò non toglie che se mangiamo un chilo di mele introduciamo 450 calorie.

Per quanto riguarda gli olii, sviluppano tutti le stesse calorie (900 Kcal per 100 g) e per friggere bisognerebbe scegliere un olio che resista bene al calore al fine di evitare la formazione di prodotti tossici; gli olii da preferire devono avere più grassi monoinsaturi e meno grassi insaturi come l'olio d'oliva o l'olio di arachide. Infine, ma non di minore importanza, i dolcificanti. Questi sono nati per addolcire le bevande dei diabetici e attualmente sono utilizzati anche da coloro che hanno problemi di sovrappeso. Ma senza una corretta alimentazione i dolcificanti possono risolvere i problemi di linea solo per lo spazio di un caffè.

Per definire meglio l'argomento alimentazione riteniamo utile proporre quelle che sono le "Linee guida per una sana alimentazione italiana".

  1. Attenti al vostro peso. Mantenersi nei limiti del peso normale contribuisce a vivere meglio e più a lungo.

  2. Meno grassi e colesteolo. Usare meno condimenti (specie di origine animale) e preferire l'olio d'oliva e altri oli vegetali. Moderare l'uso di alimenti grassi come insaccati, carni grasse e formaggi. Usare più spesso pesce, carni magre e latte parzialmente scremato.

  3. Più amido e più fibra. Preferire abitualmente gli alimenti ricchi di amido (pane, pasta, patate, riso, legumi). Consumare abitualmente frutta, ortaggi e legumi (alimenti ricchi di fibra).

  4. I dolci; come e quanti. Evitare di consumare troppi alimenti dolci, particolarmente fuori pasto o in sovrappiù ai pasti principali. Limitare il consumo di dolciumi che non apportano altro che zucchero e restano facilmente e per lungo tempo aderenti alle superfici dentarie favorendo la carie.

  5. Il sale? Meglio poco. Limitare l'uso del sale datavola e l'uso di prodotti confezionati nei quali il contenuto di sale è più elevato (insaccati, patatine chips, acciughe, ecc.).

  6. Alcool: se si, con moderazione.

  7. Come e perchè variare. La scelta degli alimenti deve essere vasta e varia, per poter garantire il giusto apporto proteico, lipidico, glucidico, calorico, vitaminico e il giusto apporto di sali minerali per il nostro organismo.

BIBLOGRAFIA:

Linee Guida per una sana alimentazione italiana. Istituto Nazionale della Nutrizione 1988.

Atlante ragionato di alimentazione. Istituto Scotti Bassani 1992.

Quando c'è la salute... Incontri di nutrizione. Istituto Scotti Bassani 1993.

TURCHETTO E. Appunti di scienza dell'alimentazione. Ed. Esculapio 1993

DEL TOMA E. Il labirinto delle diete. Ed. 50 & più 1991.

Quaderni di Controinformazione alimentare. Ed. Clesav 1990

 


 

 

 

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