Esistono due diverse versioni di Freudiana.
L'album registrato in studio, il white album, così chiamato
per via della copertina bianca, uscì nell'ottobre 1990. Distribuito
dalla EMI, il numero di catalogo di questo LP è un vero e proprio
mistero: c'è il 7954161 sui lati 1 e 2, e il 7954171 sui lati 3
e 4; sulla copertina il numero è invece 7954151. Questo è l'album che segna la fine del
"Project"; in realtà questo disco non farebbe
parte della discografia del "Project", dato che - sul LP - viene
indicato come un'opera di Artisti Vari. Tuttavia possiamo dire che Freudiana è un altro disco della premiata ditta AP-EW,
vista anche la presenza di Andrew Powell (che dirige l'orchestra e ne cura gli arrangiamenti) e del resto della band che ha suonato negli altri album del "Project"; meglio ancora, Freudiana può essere definito come "The Eric Woolfson Project", anche perchè EW ha scritto
quasi tutte le tracce dell'album (AP
ha scritto la sola "Beyond the pleasure principle"). Ma che vuol
dire "Freudiana"? Il termine (in inglese si pronuncia "froid'i-ana")
si può riferire a libri, oggetti d'arte ed altre cose collezionati
da Sigmund Freud (1856-1939) - si sa che la contemplazione
di tali oggetti ha fornito lo spunto per molte delle sue idee. Meglio ancora,
"Freudiana" può essere usato in modo più ampio
per indicare ogni aspetto della sua vita, i suoi lavori e tutto ciò
che ne è seguito. 1. The Nirvana principle
(3:44,934), apertura strumentale. 2. Freudiana (6:20,933),
lead vocal Eric Woolfson. 3. I am a mirror (4:06,800),
lead vocal Leo Sayer 4. Little Hans (3:15,640),
lead vocal Graham Dye. 5. Dora (3:51,133), lead
vocal Eric Woolfson. 6. Funny you should say that
(4:36,494), lead vocals The Flying Pickets
("Lost boys" è un loro famoso album). 7. You're on your own
(3:54,706), lead vocal Kiki Dee
(ha lavorato, oltre che come solista, anche con Elton John). 8. Far away from home
(3:11,867), lead vocals The Flying Pickets. 9. Let yourself go (5:26,960),
lead vocal Eric Woolfson. 10. Beyond the pleasure principle
(3:13,800), strumentale. 11. The ring (4:22,933),
lead vocal Eric Stewart. 12. Sects therapy (3:40,200),
lead vocal (il compianto) Frankie
Howerd. 13. No one can love you better
than me (5:40,907), lead vocals Kiki
Dee, Marti
Webb, Gary
Howard, Eric Woolfson. 14. Don't let the moment pass
(3:40,027), lead vocal Marti Webb. 15. Upper me (5:16,266),
lead vocal Eric Stewart. 16. Freudiana (3:43,107),
strumentale. 17. Destiny (0:51,027),
vocals Chris Rainbow. 18. There but for the grace of
God (5:56,560), lead vocal John Miles.
I primi CD sono usciti l'11 ottobre 1990: in Europa (CDP 795415) e in Inghilterra
(CDEN 5012), entrambi EMI. Ristampa il 15 giugno 1992, EMI/Parlophone Odeon
(CDP 795415).
Esiste poi un album tratto dal musical Freudiana, il cosiddetto black album (il titolo esatto è "Freudiana Deutsche Originalaufnahme"), e ne parliamo in un'altra pagina.
Di seguito, le tracce del white album (in totale 1:14:54,294).
Un brano composto allo scopo di fare entrare l'ascoltatore nel giusto stato
d'animo per ascoltare il brano successivo. Senz'altro uno dei migliori
brani strumentali di AP.
Come dire: "Sirius" incontra "Where's the walrus".
Un'introduzione al mondo di Sigmund Freud; somiglia un po' ad "Eye
in the sky". Alla fine del brano c'è un bell'assolo di chitarra
di Ian Bairnson.
Una cosa curiosa sono i suoni da "giungla" all'inizio. È
uscito inoltre in Olanda su CD single a scopi promozionali, con
le tracce "Far Away From Home", "Little Hans", "You're
On Your Own" e "Freudiana" (album version ed edit
version); è poi uscito come Maxi Single (EMI CDP 560-20
4107-2 e CDP 560-20 4107-6) con "Freudiana" (album version
ed edit version), "Funny you say that" (hanno dimenticato
uno "should"), e "The Nirvana Principle". Pare che
sia uscito anche come videoclip.
La funzione dello psicanalista. Forse le parole non sono delle migliori,
ma lo stacco strumentale è magico e riecheggia "The turn of
a friendly card". Leo Sayer (sì, lo stesso di "Talk radio" e "You make me feel
like dancing") canta un po' alla maniera di Lenny Zakatek.
Il più giovane paziente di Freud. Una copia di una qualche canzone
dei Beatles (forse "Penny Lane"?); in un'intervista Alan Parsons ha detto di aver scelto Graham
Dye per questo pezzo perchè la sua
voce sembrava "più da John Lennon che non lo stesso John Lennon"
; e forse, vista l'età del piccolo Hans, Woolfson
ha pensato bene di scrivere una canzone "da ragazzi". È
uscito anche come CD single il 24 gennaio 1991 (EMI CDP
560-20 4212-2), maxi single (EMI CDP 060-20 4212-6) e 45 giri (EMI
CDP 006-20 4212-7) con "Beyond the pleasure principle" (vedi oltre) e "Dora". La copertina del singolo ha un ragazzo che guarda verso sinistra, con una corda tesa dietro la sua testa, e che ne copre gli occhi. Sullo sfondo c'è una donna che sembra nuotare, ma non c'è l'acqua...
Un'altra paziente di Freud. Canzone triste, lenta... La prima volta che
la si ascolta ricorda un po' "Closer to Heaven", anche perchè
entrambe sono le classiche ballate alla Woolfson.
Questo brano ha fatto parte della compilation "In Love With
Musical" (Reverso/Victor 72902) del settembre '96, ma il brano è
cantato da Viktor Gernot.
L'interpretazione dei sogni secondo i Flying
Pickets. Di per sé il brano non è
molto lungo, mentre le parole sono lunghissime (quasi due pagine sul libretto)!
I Flying Pickets
cantano questa canzone a grandissima velocità. Da notare anche alcuni
effetti sonori particolari, in sottofondo, simili a quelli dei cartoni
animati di Bugs Bunny.
La relazione madre/figlio. Kiki Dee
ha una voce carina, e il brano non è male. Verso la metà
della canzone il tempo cambia, e Kiki inizia a cantare "Destiny" (la traccia numero 17), poi il tempo
torna alla normalità.
Il lamento dell'Uomo Lupo, dell'Uomo Topo e del Giudice che, insieme con
Dora e il piccolo Hans, costituiscono i cinque casi classici di Freud,
con melodie alla Alan Parsons e strumenti ed orchestrazione alla Andrew Lloyd Webber.
Mâitre Charcot, l'ipnotizzatore francese che influenzò Freud.
Quando Woolfson canta "Let yourself go, let yourself go, let yourself go..."
ipnotizza anche gli ascoltatori! Ricorda molto "One good reason"
di Ammonia Avenue.
Il titolo deriva da un libro di Freud, ed è l'unica traccia composta
dallo stesso Alan Parsons
(il resto dell'album è opera del solo Eric Woolfson). Nel paragrafo dedicato a "Little Hans" si parlava di un maxi single: in quel disco viene però indicato che questa traccia è composta da entrambi gli artisti. Ad ogni modo, anche qui si riconoscono le note di "Destiny" - o, che è lo stesso, della parte centrale di "You're on your own" - inserite in un bel contesto, un po' rock, un po' jazz, poi un assolo di sassofono, infine ancora orchestrale.
Il sorprendente regalo che Freud dette ai suoi discepoli. Comincia piano,
poi va in crescendo. Non sembra essere un brano particolarmente ispirato.
Un'avvertenza medica sui possibili trabocchetti della psicologia. Frankie Howerd è un attore ("Up Pompei", "Carry on..."); e in effetti non è che canti davvero.
È più come se stesse raccontando una storia accompagnato dalla musica. Più prosaicamente, la canzone comica dello show.
Il complesso di Edipo: Kiki Dee è la "madre universale", Gary
Howard il "padre universale", Eric Woolfson il "figlio universale" e Marty Webb - che ha lavorato con Andrew Lloyd Webber - fa la "figlia universale". Che simpatica famigliola! Termina con dei fragorosi colpi di batteria. Da notare che le parole dell'universal daughter non ci sono sul libretto del CD, ma sono presenti sul LP.
Un'immagine di idealismo romantico in un'altra canzone che sembra uscita
dal repertorio di Lloyd Webber. Pare che di questo brano esista anche il
videoclip.
L'Ego e l'Io, ovvero l'esplorazione della psiche secondo un tipico brano
alla "Alan Parsons Project". Sembra quasi che la canzone sia
stata scritta su misura per Lenny Zakatek, ma Eric Stewart fa comunque un buon lavoro.
È la terza volta che si ascolta questa melodia (la prima è
"The Nirvana Principle", la seconda è "Freudiana"
cantata da Woolfson), che sembra proprio un'ouverture. Il finale con il sax e l'orchestra al suo massimo è magico.
Un breve richiamo alla realtà in una canzone che ha appena quattro
righe (ed è per questo che il pezzo dura solo 51 secondi). Chris Rainbow canta "a cappella", senza strumenti, ed in "multitraccia", creando l'effetto coro. Come
si diceva prima, anche Kiki Dee (in "You're on your own") canta queste quattro righe, più
velocemente di Rainbow
e con l'accompagnamento musicale. "And now you are alone my friend/And
I must set you free/And you must face the world outside/And find your destiny"
. Dà da pensare?
Un inno alla condizione umana, grandissimo pezzo con cui concludere il
disco. Inizia semplicemente con il piano, poi si aggiungono batteria, orchestra,
chitarra, sax eccetera... Dove l'abbiamo già sentito? Forse in "La
Sagrada Familia"?