Freudiana

Esistono due diverse versioni di Freudiana. L'album registrato in studio, il white album, così chiamato per via della copertina bianca, uscì nell'ottobre 1990. Distribuito dalla EMI, il numero di catalogo di questo LP è un vero e proprio mistero: c'è il 7954161 sui lati 1 e 2, e il 7954171 sui lati 3 e 4; sulla copertina il numero è invece 7954151.
I primi CD sono usciti l'11 ottobre 1990: in Europa (CDP 795415) e in Inghilterra (CDEN 5012), entrambi EMI. Ristampa il 15 giugno 1992, EMI/Parlophone Odeon (CDP 795415).
Esiste poi un album tratto dal musical Freudiana, il cosiddetto black album (il titolo esatto è "Freudiana Deutsche Originalaufnahme"), e ne parliamo in un'altra pagina.

Questo è l'album che segna la fine del "Project"; in realtà questo disco non farebbe parte della discografia del "Project", dato che - sul LP - viene indicato come un'opera di Artisti Vari. Tuttavia possiamo dire che Freudiana è un altro disco della premiata ditta AP-EW, vista anche la presenza di Andrew Powell (che dirige l'orchestra e ne cura gli arrangiamenti) e del resto della band che ha suonato negli altri album del "Project"; meglio ancora, Freudiana può essere definito come "The Eric Woolfson Project", anche perchè EW ha scritto quasi tutte le tracce dell'album (AP ha scritto la sola "Beyond the pleasure principle"). Ma che vuol dire "Freudiana"? Il termine (in inglese si pronuncia "froid'i-ana") si può riferire a libri, oggetti d'arte ed altre cose collezionati da Sigmund Freud (1856-1939) - si sa che la contemplazione di tali oggetti ha fornito lo spunto per molte delle sue idee. Meglio ancora, "Freudiana" può essere usato in modo più ampio per indicare ogni aspetto della sua vita, i suoi lavori e tutto ciò che ne è seguito.
Di seguito, le tracce del white album (in totale 1:14:54,294).

1. The Nirvana principle (3:44,934), apertura strumentale.
Un brano composto allo scopo di fare entrare l'ascoltatore nel giusto stato d'animo per ascoltare il brano successivo. Senz'altro uno dei migliori brani strumentali di
AP. Come dire: "Sirius" incontra "Where's the walrus".

2. Freudiana (6:20,933), lead vocal Eric Woolfson.
Un'introduzione al mondo di Sigmund Freud; somiglia un po' ad "Eye in the sky". Alla fine del brano c'è un bell'assolo di chitarra di
Ian Bairnson. Una cosa curiosa sono i suoni da "giungla" all'inizio. È uscito inoltre in Olanda su CD single a scopi promozionali, con le tracce "Far Away From Home", "Little Hans", "You're On Your Own" e "Freudiana" (album version ed edit version); è poi uscito come Maxi Single (EMI CDP 560-20 4107-2 e CDP 560-20 4107-6) con "Freudiana" (album version ed edit version), "Funny you say that" (hanno dimenticato uno "should"), e "The Nirvana Principle". Pare che sia uscito anche come videoclip.

3. I am a mirror (4:06,800), lead vocal Leo Sayer
La funzione dello psicanalista. Forse le parole non sono delle migliori, ma lo stacco strumentale è magico e riecheggia "The turn of a friendly card". Leo Sayer (sì, lo stesso di "Talk radio" e "You make me feel like dancing") canta un po' alla maniera di Lenny Zakatek.

4. Little Hans (3:15,640), lead vocal Graham Dye.
Il più giovane paziente di Freud. Una copia di una qualche canzone dei Beatles (forse "Penny Lane"?); in un'intervista
Alan Parsons ha detto di aver scelto Graham Dye per questo pezzo perchè la sua voce sembrava "più da John Lennon che non lo stesso John Lennon"; e forse, vista l'età del piccolo Hans, Woolfson ha pensato bene di scrivere una canzone "da ragazzi". È uscito anche come CD single il 24 gennaio 1991 (EMI CDP 560-20 4212-2), maxi single (EMI CDP 060-20 4212-6) e 45 giri (EMI CDP 006-20 4212-7) con "Beyond the pleasure principle" (vedi oltre) e "Dora". La copertina del singolo ha un ragazzo che guarda verso sinistra, con una corda tesa dietro la sua testa, e che ne copre gli occhi. Sullo sfondo c'è una donna che sembra nuotare, ma non c'è l'acqua...

5. Dora (3:51,133), lead vocal Eric Woolfson.
Un'altra paziente di Freud. Canzone triste, lenta... La prima volta che la si ascolta ricorda un po' "Closer to Heaven", anche perchè entrambe sono le classiche ballate alla
Woolfson. Questo brano ha fatto parte della compilation "In Love With Musical" (Reverso/Victor 72902) del settembre '96, ma il brano è cantato da Viktor Gernot.

6. Funny you should say that (4:36,494), lead vocals The Flying Pickets ("Lost boys" è un loro famoso album).
L'interpretazione dei sogni secondo i
Flying Pickets. Di per sé il brano non è molto lungo, mentre le parole sono lunghissime (quasi due pagine sul libretto)! I Flying Pickets cantano questa canzone a grandissima velocità. Da notare anche alcuni effetti sonori particolari, in sottofondo, simili a quelli dei cartoni animati di Bugs Bunny.

7. You're on your own (3:54,706), lead vocal Kiki Dee (ha lavorato, oltre che come solista, anche con Elton John).
La relazione madre/figlio.
Kiki Dee ha una voce carina, e il brano non è male. Verso la metà della canzone il tempo cambia, e Kiki inizia a cantare "Destiny" (la traccia numero 17), poi il tempo torna alla normalità.

8. Far away from home (3:11,867), lead vocals The Flying Pickets.
Il lamento dell'Uomo Lupo, dell'Uomo Topo e del Giudice che, insieme con Dora e il piccolo Hans, costituiscono i cinque casi classici di Freud, con melodie alla
Alan Parsons e strumenti ed orchestrazione alla Andrew Lloyd Webber.

9. Let yourself go (5:26,960), lead vocal Eric Woolfson.
Mâitre Charcot, l'ipnotizzatore francese che influenzò Freud. Quando
Woolfson canta "Let yourself go, let yourself go, let yourself go..." ipnotizza anche gli ascoltatori! Ricorda molto "One good reason" di Ammonia Avenue.

10. Beyond the pleasure principle (3:13,800), strumentale.
Il titolo deriva da un libro di Freud, ed è l'unica traccia composta dallo stesso
Alan Parsons (il resto dell'album è opera del solo Eric Woolfson). Nel paragrafo dedicato a "Little Hans" si parlava di un maxi single: in quel disco viene però indicato che questa traccia è composta da entrambi gli artisti. Ad ogni modo, anche qui si riconoscono le note di "Destiny" - o, che è lo stesso, della parte centrale di "You're on your own" - inserite in un bel contesto, un po' rock, un po' jazz, poi un assolo di sassofono, infine ancora orchestrale.

11. The ring (4:22,933), lead vocal Eric Stewart.
Il sorprendente regalo che Freud dette ai suoi discepoli. Comincia piano, poi va in crescendo. Non sembra essere un brano particolarmente ispirato.

12. Sects therapy (3:40,200), lead vocal (il compianto) Frankie Howerd.
Un'avvertenza medica sui possibili trabocchetti della psicologia.
Frankie Howerd è un attore ("Up Pompei", "Carry on..."); e in effetti non è che canti davvero. È più come se stesse raccontando una storia accompagnato dalla musica. Più prosaicamente, la canzone comica dello show.

13. No one can love you better than me (5:40,907), lead vocals Kiki Dee, Marti Webb, Gary Howard, Eric Woolfson.
Il complesso di Edipo:
Kiki Dee è la "madre universale", Gary Howard il "padre universale", Eric Woolfson il "figlio universale" e Marty Webb - che ha lavorato con Andrew Lloyd Webber - fa la "figlia universale". Che simpatica famigliola! Termina con dei fragorosi colpi di batteria. Da notare che le parole dell'universal daughter non ci sono sul libretto del CD, ma sono presenti sul LP.

14. Don't let the moment pass (3:40,027), lead vocal Marti Webb.
Un'immagine di idealismo romantico in un'altra canzone che sembra uscita dal repertorio di Lloyd Webber. Pare che di questo brano esista anche il videoclip.

15. Upper me (5:16,266), lead vocal Eric Stewart.
L'Ego e l'Io, ovvero l'esplorazione della psiche secondo un tipico brano alla "Alan Parsons Project". Sembra quasi che la canzone sia stata scritta su misura per Lenny Zakatek, ma
Eric Stewart fa comunque un buon lavoro.

16. Freudiana (3:43,107), strumentale.
È la terza volta che si ascolta questa melodia (la prima è "The Nirvana Principle", la seconda è "Freudiana" cantata da
Woolfson), che sembra proprio un'ouverture. Il finale con il sax e l'orchestra al suo massimo è magico.

17. Destiny (0:51,027), vocals Chris Rainbow.
Un breve richiamo alla realtà in una canzone che ha appena quattro righe (ed è per questo che il pezzo dura solo 51 secondi).
Chris Rainbow canta "a cappella", senza strumenti, ed in "multitraccia", creando l'effetto coro. Come si diceva prima, anche Kiki Dee (in "You're on your own") canta queste quattro righe, più velocemente di Rainbow e con l'accompagnamento musicale. "And now you are alone my friend/And I must set you free/And you must face the world outside/And find your destiny". Dà da pensare?

18. There but for the grace of God (5:56,560), lead vocal John Miles.
Un inno alla condizione umana, grandissimo pezzo con cui concludere il disco. Inizia semplicemente con il piano, poi si aggiungono batteria, orchestra, chitarra, sax eccetera... Dove l'abbiamo già sentito? Forse in "La Sagrada Familia"?

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