LA GRAFOLOGIA PER L'INVESTIGATORE
Attualmente stò frequentando il secondo anno della Scuola di Grafologia e trovo la materia molto interessante.
Qui di seguito, vi voglio dare alcune chicche interessanti, pescate qua e là su Internet, sulla Grafologia.
(Alcune parti del contenuto di questa pagina sono tratte dal sito di
Brunetta Gruosso)
Non esistono delitti perfetti
"Non esistono delitti perfetti, ma solo investigatori distratti" sentenziava il grande Sherlock Holmes. E questa frase potrebbe essere messa come epigrafe della
Grafologia giudiziaria, (o Grafoscopia): una disciplina che vanta già centocinquant'anni di storia. Ma vediamo
insieme qualcuno dei "casi" che si pongono quotidianamente al perito grafoscopico (o perito grafico,
o grafologo, che dir si voglia). Il più comune è certamente quello dei testamenti, che possono essere
stati contraffati o scritti sotto costrizione. Un aspetto intrigante della falsificazione dei testamenti è
dato dal tratto tremolante, caratteristico della scrittura nella persona anziana, che il falsario si illude di
potere imitare con successo e che, invece, non ha nessuna possibilità di superare un'analisi grafologica
degna di questo nome. Sempre a proposito di testamenti, occupiamoci di alcune caratteristiche della scrittura.
Un tratto grafico non è caratterizzato soltanto dalla forma che assumono le lettere ma anche dalla velocità
con la quale queste sono scritte. Solitamente la velocità di scrittura è massima nei tratti rettilinei
(ad esempio nella asta di una "t") e minima in quelli circolari.
I testamenti e la Grafologia
I testamenti sono scritti solitamente da persone anziane, in molti casi affetti da gravi disfunzioni (disturbi
visivi, artrosi, arteriosclerosi, demenza senile...) che influenzano non poco il tratto grafico. In queste circostanze,
col passare degli anni, la scrittura conosce una sempre più marcata trasformazione e questo può spingere
qualche disinvolto familiare a scrivere di suo pugno un testamento da esibire dopo la morte dell'anziano. Di fronte
all'impugnazione del testamento da parte di altri potenziali eredi, il problema che si pone al perito grafoscopico
è davvero complesso: ricostruire il ductus e cioè il tratto grafico dell'anziano defunto attraverso
una serie di documenti spesso davvero limitati (ad esempio la richiesta di una carta di identità o una domanda
presentata all'INPS anni prima per ottenere una pensione...).
I documenti scritti sotto costrizione
Ancora più difficile è il compito del grafologo quando bisogna verificare se il testamento è
stato scritto sotto dettatura o sotto costrizione e, quindi, non esprimeva le reali volontà del soggetto
(è stata questa una delle più appassionanti questioni del "caso Moro") o se il soggetto
si trovava in una situazione psichica o neurologica da farlo ascrivere in quella categoria che il nostro Codice
classifica come "persona incapace di intendere e di volere".
La falsificazione dei documenti
La casistica di falsificazione di testamenti è pressoché sterminata: gli annali della Grafologia
annoverano perizie effettuate su testamenti contestati scritti da persone cieche o, addirittura da persone che
non potendo utilizzare le mani afferravano la penna con la bocca (boccografia) o con i piedi (podografia) o che
erano afflitte da malattie quali il morbo di Parkinson (che produce, com'è noto, continue contrazioni nelle
braccia)... Eppure, anche in questi casi, esistono precisi metodi di indagine, codificati da decenni di indagini
grafologiche capaci di giungere, al di là di ogni ragionevole dubbio, all'accertamento della verità.
La velocità della scrittura
Questa velocità di scrittura lascia delle precise tracce in quanto il segno lasciato dalla penna (sia essa
una stilografica, una biro, una roller, una punta a feltro, una roller, un pennarello...) tende a restringersi
nei tratti "veloci". Vi è da aggiungere, inoltre, che il tratto tende a slargarsi verso la fine
del documento se questo è abbastanza lungo a causa del calore generato dall'attrito della punta sul foglio,
ma questo ha importanza solo se ci si vuole accertare che il documento è stato scritto "di getto".
Va da sè che questa velocità è influenzata da molti fattori (ad esempio, se il documento è
stato scritto a letto o se la persona soffriva di artrite agli arti superiori) ma è una caratteristica rivelatrice
e può essere rivelata analizzando la traccia lasciata dalla penna utilizzando una lente di ingrandimento
o metodi più sofisticati quali il microscopio o la lampada di Wood
Falsificare una firma
Esistono innumerevoli modi per falsificare una firma o per scrivere una lettera anonima. I più banali sono
certamente quello del ricalco , dello stile "a mano libera" o di inserire nel testo qualche errore grammaticale
o ortografico per lasciar credere di essere uno straniero o una persona di scadente livello culturale. Poi vi sono
altri metodi molto più sofisticati che, forse, non è opportuno qui illustrare. Nonostante questi
stratagemmi, chi scrive la lettera non potrà non lasciare nel testo la traccia che (se correttamente interpretata)
porterà a lui.
Il sistema utilizzato per identificare dell'estensore di una lettera anonima è quello dello scritto di comparazione.
Se in sede giudiziaria, il magistrato detta il testo della lettera anonima alla persona imputata la quale dovrà
trascriverlo su un foglio; successivamente il perito grafico, nominato dal tribunale, vaglierà i due scritti
per emettere un responso.
Molto più spesso, comunque, quando sussistono esigenze di riservatezza (si pensi, ad esempio, al "classico"
caso dell'impiegato di banca che tramite lettere anonime inviate alla direzione accusa delle peggiori nefandezze
i propri colleghi o il proprio superiore) il giudizio avviene in sede extragiudiziaria e lo scritto di comparazione
viene effettuato dall'impiegato sospettato alla presenza del solo responsabile della sicurezza e del perito grafico
nominato, senza tanta pubblicità, dall'azienda.
Un altro aspetto dell'analisi delle lettere anonime, soprattutto di quelle minatorie finalizzate all'estorsione,
è lo studio psicografologico finalizzato a tracciare un identikit psicologico e socioculturale dell'estensore.
Scrivere una lettera anonima
Raramente chi scrive una lettera anonima utilizza un normografo, una macchina da scrivere, una stampante per computer
o incolla lettere ritagliate dai giornali (tutti sistemi dai quali, comunque, sia pure con una certa difficoltà,
è possibile risalire all'estensore del testo) ma si ingegna ad alterare la propria grafia ad esempio utilizzando
la mano sinistra (se abitualmente destrorso), scrivendo caratteri in stampatello o rovesciati o particolarmente
grandi, impugnando la penna in maniera inconsueta, ritoccando il testo con un pennarello...
Falsificare una firma: il ricalco
Nel ricalco si pone il foglio con la firma che si vuole imitare sul vetro di una finestra, vi si sovrappone un
altro foglio e su questo, seguendo la traccia che traspare, si copia. Va da sè che questo tipo di contraffazione
difficilmente può passare inosservato. Il perché è da ricercare nella sostanziale "innaturalezza"
della firma i cui tratti, dovendo seguire una traccia e non essendo, quindi, spontanei, risultano tremolanti, indecisi.
Ancora più difficile è il compito del grafologo quando bisogna verificare se il testamento è
stato scritto sotto dettatura o sotto costrizione e, quindi, non esprimeva le reali volontà del soggetto
(è stata questa una delle più appassionanti questioni del "caso Moro") o se il soggetto
si trovava in una situazione psichica o neurologica da farlo ascrivere in quella categoria che il nostro Codice
classifica come "persona incapace di intendere e di volere".
Falsificare una firma: lo stile "a mano libera"
Un altro sistema utilizzato dal falsario è esercitarsi a riprodurre "a mano libera" la firma che
si vuole contraffare fino a quando, convinto di essersi appropriato dell'impronta grafica, scrive di getto la firma.
Apparentemente questo sistema può apparire meno pericoloso del primo in quanto il tratto grafico appare
"naturale" e quindi non suscita l'attenzione di chi (ad esempio, il cassiere di una banca) non conosce
la firma originale; in realtà è un sistema suicida per il falsario in quanto la firma contraffatta,
non solo non supererà una perizia grafica degna di questo nome ma, addirittura, rivelerà inevitabilmente
in alcuni tratti la sua identità.
Il carattere dalla scrittura
Dallo studio di uno scritto, infatti, si possono ricavare parecchi dati che possono rivelare particolari alterazioni
psichiche (ad esempio se l'anonimo è un relativamente innocuo mitomane o uno psicopatico deciso a realizzare
le sue minacce) precise caratteristiche culturali, alterazioni fisiche (disturbi visivi, artrosi, arteriosclerosi...)
le modalità nelle quali è stato scritto il testo... che possono essere di grande aiuto nella delimitazione
della cerchia dei sospettati e nella valutazione della potenzialità della minaccia annunciata dalla lettera.
La grafologia, un tempo oggetto solo della curiosità di qualche dilettante collezionista di autografi ,
é entrata oggi a pieno titolo tra i mezzi più efficaci per l'esplorazione del carattere.
La conoscenza di se e delle proprie attitudini e potenzialità, l'orientamento scolastico, la selezione professionale,
l'affinità di coppia, sono tutti aspetti per i quali la scrittura costituisce un osservatorio privilegiato:
in essa proiettiamo infatti la nostra visione del mondo, il tipo di intelligenza, il modo di vivere le emozioni,
la forza di volontà.
Imparare a leggere la scrittura, é un percorso difficile ma affascinante.
Che cos'è la scrittura
Sotto certi aspetti la scrittura potrebbe essere definita come una sorta di elettroencefalogramma che non si limita,
comunque, a registrare gli impulsi elettrici del cervello ma può evidenziare, oltre ad alcune caratteristiche
somatiche e psichiche, anche alcune patologie. Le prime osservazioni sul rapporto tra grafia e malattia risalgono
al secolo scorso quando furono identificati i tratti grafici specifici di alcune patologie. Cesare Lombroso, il
padre della Criminologia, rilevò, ad esempio, che i malati di cuore tendono ad apporre in una posizione
del tutto particolare i puntini delle "i"; in Francia, nello stesso periodo, il grafologo Duparchy-Jeannez
scriveva pagine memorabili sulla grafia dei tubercolotici o dei malati di fegato. L'affinarsi delle tecniche diagnostiche
ha permesso agli studi di grafologia medica di meglio individuare i meccanismi fisiologici e patologici alla base
di alcune particolari grafie e oggi la collaborazione del perito grafologico con il medico o lo psichiatra è
una realtà consolidata in moltissime nazioni.
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